27 maggio 2016

New Orleans sta sprofondando

La conferma arriva da uno studio condotto dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa in collaborazione con la Louisiana State University, che analizzando le rilevazioni radar realizzate tra giugno 2009 e luglio 2012 ha calcolato il tasso di subsidenza della cittadina statunitense: dati che si riveleranno fondamentali per l’attuazione di efficaci politiche di prevenzione contro gli allagamenti.

Caratterizzata da un delicato e complesso equilibrio geologico, già messo duramente alla prova durante l’uragano Katrina del 2005, New Orleans sta attualmente sprofondando nel terreno a una velocità che differisce di quartiere in quartiere: variazioni calcolate dalla Nasa grazie ai dati raccolti dall’ Uninhabited aerial vehicle synthetic aperture radar e analizzati attraverso la Interferometric synthetic aperture radar, una tecnica attraverso la quale è possibile riscostruire l’evoluzione geologica di una determinata regione evidenziando con grande precisione i cambiamenti della superficie terrestre avvenuti nel corso del tempo. Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of geophysical research: solid Earth, si tratta di un lento ma costante processo causato, da un lato, dalle fluttuazioni naturali registrate nel livello delle acque del Mississippi, e dall’altro (e in misura maggiore) dalle attività di pompaggio e drenaggio delle acque sotterranee, misure adottate dall’amministrazione cittadina per contenere la falda freatica e prevenire l’allagamento del suolo. Il tasso più elevato di sprofondamento è stato rilevato in prossimità delle grandi aree industriali di Norco e Michoud, situate entrambe a monte del fiume, dove in media il terreno si abbassa di circa 50mm ogni anno: secondo gli autori della ricerca proprio in queste zone dovrebbero concentrarsi le future attenzioni delle autorità, in quanto proprio a est di Norco si trova il Bonnet Carré Spillway, un argine artificiale che costituisce una delle più importanti difese della città contro le piene fluviali della stagione primaverile. «Le agenzie potranno utilizzare queste informazioni per implementare in modo più efficiente le azioni volte a ridurre o invertire gli effetti della subsidenza, migliorando la resilienza e la sostenibilità a lungo termine delle coste di New Orleans», afferma Cathleen Jones, system engineer presso il Jet Propulsion Laboratory e autrice dello studio. «Le più recenti variazioni nel tasso di altezza del terreno presenti in questa ricerca saranno utilizzati per costruire modelli di calcolo e strategie di risposta alle alluvioni, migliorando la sicurezza pubblica».

 


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