01 luglio 2013

Paul McCartney festeggia 50 anni di Beatles

Settantun anni e non sentirli. È un momento proficuo per il baronetto della musica, ‘Sir’ James Paul McCartney che, dopo aver pubblicato lo scorso febbraio il nuovo album (Kisses on the bottom), ha inaugurato a maggio un nuovo tour, OUT THERE, con cui ha già toccato numerose e prestigiose tappe (tra le altre Manchester, Varsavia, Verona e Vienna). Irrinunciabile ovviamente la riproposizione di vecchi classici dei Beatles, con una scaletta che va da Eight days a week (dall’album Beatles for sale del 1964) a Paperback writer, forse il primissimo capolavoro da solista, tratto da quell’album, Another day, che apparve come un passo decisivo di McCartney verso l’affermazione di una visione artistica personale e indipendente. Il baronetto passa con disinvoltura dal basso elettrico alla chitarra, dal pianoforte all’ukulele, strumento imbracciato per dedicare un commosso omaggio (la cover del brano Something) al musicista, collega e amico scomparso, George Harrison, che di questo piccolo strumento era un grande appassionato. Insomma, vecchie canzoni per un tempo nuovo, capaci di ripercorrere con naturalezza decenni di musica in pieno stile McCartney, ovvero senza mai prendersi troppo sul serio. Il tour OUT OF THERE ora tornerà negli Stati Uniti: Boston, Washington DC e Indianapolis sono soltanto alcune delle città che ospiteranno Sir Paul. Ad attenderlo, c’è da scommetterci, ci saranno folle di fan vecchi e nuovi. Perché l’amore per la musica dei Beatles, come forse nessun altro gruppo musicale prima di loro, è capace di unire tre generazioni di appassionati di musica.


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