31 ottobre 2013

Perché leggere?

di Federico Batini

Negli ultimi tre anni, in Italia, si acquistano sempre meno libri. Pare sia un effetto della crisi economica. Un esempio interessante in questo senso è quello degli scrittori che consentono il download gratuito delle opere. Prima della crisi questa “generosità” aveva prodotto un circuito positivo incrementando le copie cartacee vendute in libreria, dopo la crisi l'utilizzo del download sostituisce e non anticipa l'acquisto del libro cartaceo (per quanto autori capaci di divenire fenomeni editoriali mondiali quali Paulo Coelho continuino a dichiarare la non ostilità allo scaricamento gratuito invitando, anzi, a “scaricare gratuitamente” i suoi libri e rendendone disponibili copie su Pirate Bay ). Il collettivo Wu Ming in un'intervista a “La Repubblica” del 04/07/2012  ha dichiarato: “Non conosco nessuno che amasse prima la lettura che abbia smesso di leggere, semmai aumenta il ricorso al prestito da amici, vengono maggiormente usate le biblioteche, e gli e-reader sono migliorati notevolmente di qualità”. Il minore acquisto di libri, fenomeno che ha determinato e sta determinando la chiusura di moltissime librerie, specie le piccole librerie indipendenti, non sarebbe dunque la spia di un minore accesso alla lettura.

In effetti quando ci occupiamo di lettura, spesso della lettura in età infantile o comunque all’interno del percorso di istruzione, è frequentemente per lamentare la diminuzione della popolazione che ama leggere, ma senza indagarne le cause e senza individuare rimedi. Gli effetti della lettura di cui parliamo sono spesso legati soltanto al successivo rendimento scolastico o, comunque, a performance di tipo cognitivo, persino ignorando gli ostacoli che impediscono l’accesso  di fatto a una positiva esperienza di lettura.

Le esperienze di lettura hanno dimostrato efficacia in molti altri sensi oltre agli effetti, comunque notevoli, che rivestono nei confronti di specifiche performance cognitive scolastiche e non. Tra questi effetti, meno noti nella letteratura italiana sull'argomento, si possono elencare quelli sulla capacità di gestire e controllare il proprio futuro, sulla capacità di comprendere gli altri e sulle potenzialità e capacità di immaginazione e di concepire possibilità alternative per la traiettoria della propria vita.

Le ultime scoperte delle neuroscienze cognitive, e la rilevante quantità di esperimenti svolti in seguito, danno indicazioni sulla relazione tra cognizione e sistema sensori-motorio, gli esperimenti sulla comprensione di parole e frasi o sull’effetto priming (l’attivazione, subito prima dello svolgimento di un compito, di particolari associazioni legate a quel compito già presenti in memoria) confermano la direzione. Che significato hanno queste scoperte per la lettura? La lettura non agirebbe soltanto su di noi a livello cognitivo o provocandoci emozioni, ma ci “allenerebbe” alle situazioni che affrontiamo ogni giorno e ci fornirebbe “strumenti” per gestirle. La lettura sarebbe non soltanto qualcosa che “pensiamo”, ma diventerebbe una vera e propria palestra per la vita.

Il paradigma embodied cognition sarebbe un insieme di teorie secondo le quali tutti gli aspetti della cognizione (idee, pensieri, concetti e categorie) sarebbero forgiati attraverso il corpo: il sistema percettivo, il sistema motorio, le attività, le interazioni con l'ambiente.

Le ricerche seguite alla scoperta dei neuroni specchio (nel laboratorio di neuroscienze di Parma diretto da Giacomo Rizzolatti) hanno messo in luce il ruolo del sistema sensorio-motorio nel generare la cognizione, contribuendo all’affermazione del paradigma embodied cognition. Rizzolatti e Sinigaglia hanno sostenuto che il funzionamento dei neuroni specchio introduce l’idea di un meccanismo biologico in grado di aiutarci a comprendere attività umane quali l’apprendimento, la comprensione degli altri, l’altruismo tout-court e persino l’economia (le decisioni economiche). Grazie ai neuroni specchio l’osservazione (ma anche l’ascolto o la lettura) di un’azione induce nell’osservatore l’attivazione dello stesso circuito nervoso che ne controlla l’esecuzione. Osservare, ascoltare, leggere, e perfino immaginare un’azione, provoca la simulazione automatica di quella stessa azione (embodied simulation) e tale pre-rappresentazione sarebbe responsabile di una forma implicita di comprensione dell’azione. In parole povere la nostra comprensione avverrebbe prima della comprensione, o meglio prima della comprensione cosciente attraverso l’esperienza, l’osservazione della vita… o delle molte vite, situazioni, contesti che ci consente la lettura…

Queste scoperte aprono per la lettura nuovi orizzonti.


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