08 febbraio 2018

Santa Bronx, l’eredità di Alberto Dubito

di Eugenia Romanelli

Alberto Dubito, pseudonimo di Alberto Feltrin, morto tragicamente appena ventenne nel 2012, era un poeta, musicista, fotografo, street artist eccezionale, tanto che aveva vinto il Poetry slam nazionale, proprio due anni prima di andarsene. Ma ha lasciato un’eredità importante, in uscita il 23 febbraio, dal titolo Santa Bronx.  

Si tratta di un cd-book, ossia un doppio oggetto d’arte declinato in un volume di poesia e in un cd musicale. Alberto Dubito, infatti, faceva parte del duo rap Disturbati dalla CUiete (l’altro autore di Santa Bronx), con il musicista Davide “Sospé” Tantulli, e insieme hanno scritto e musicato questa toccante opera d’arte multimodale e multimediale capace di esprimere fino in fondo le tensioni e le speranze di una generazione di “pentole a pressione” (drammaticamente simbolizzata nella parabola esistenziale dell’autore scomparso).

Prima uscita di una nuova collana di Squilibri editore – Canzoniere, concepita per poesia con musicaSanta Bronx mescola frasi, suoni e immagini per esprimere (riuscendoci) rabbie, delusioni, speranze, sogni di un’intera generazione. Il curioso titolo è il nome che Alberto Dubito ha dato a un quartiere di una delle molte periferie da lui percorse: «Sono periferie arrugginite – spiega l’editore – luoghi corrosi da miliardi di passi, incrostati da disillusioni infinite, irrimediabilmente intaccati alle fondamenta, città addormentate e narcotizzate, ma sono anche l’unico luogo dove sia possibile ridare senso a parole ormai logore, suonare una musica che non accompagni la lotta, ma che sia, essa stessa, lotta».

Un’opera dunque che è un urlo di rivolta, speranza e disperazione, ma anche un oggetto artistico originale e maturo, sia sul piano poetico che su quello musicale, nonostante la giovane età dei suoi autori. Non a caso, Alberto Dubito macinava una grande varietà di influssi poetici, da Leopardi ai Public Enemy, da De André fino alla poesia sperimentale, da Dada a Zanzotto e agli Assalti Frontali, piegandoli però a costruzioni nuove, assolutamente personali e inconfondibili.

Altrettanto sorprendente è, sul piano musicale, la varietà delle citazioni che fa dei Disturbati dalla CUiete una posse rap assolutamente sui generis: se è hip hop l’ispirazione di fondo, è anche vero che trovano comodamente spazio rock e jazz, elettronica e dub, fino al drum&bass, all’heavy metal e al punk.

Con una densa introduzione di Lello Voce e un poetry comics di Claudio Calia, ispirato ai testi e alle musiche di Dubito e dei Disturbati dalla CUiete, Santa Bronx sarà il fiore all’occhiello della nuova collana Canzoniere, diretta da Lello Voce (coordinamento), Gabriele Frasca (poesia), Frank Nemola (musica) e Claudio Calia (comics e disegni), che ha l’obiettivo di «riportare la poesia dove abitava prima del suo lungo esilio nei generi letterari, quando era una disciplina orale, fondata sul ritmo e la musicalità e impensabile senza l’abbraccio di una comunità e il calore di una comunicazione diretta». Una collana di poesia con musica, dunque, perché «la poesia nasce musica, non già accompagnata dalla musica», come si legge nel manifesto. Una collana che si sposa perfettamente con le attività di un editore come Squilibri, votato alle musiche di tradizione orale e, più di recente, alla canzone d’autore.

Non ovvio ma efficace il passaggio di accompagnare ogni volume con inserti di comics e disegni affidati alle più importanti matite della grafica nazionale e internazionale: «Vogliamo realizzare dei Poetry comics, il più recente dei dialoghi che la poesia ha messo in atto e che è ormai diffuso in molte parti del mondo», annuncia la squadra di Canzoniere, che intanto guarda ai nuovi movimenti culturali oltrefrontiera come lo spoken word.

 

Alberto Dubito - Disturbati dalla CUiete, Santa Bronx, Squilibri, 2017, pp. 64


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