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04 agosto 2017

Scoperti a Bari i resti dell’antico porto

La vocazione mercantile di Bari, primo porto dell’Adriatico ed essenziale punto di contatto tra Europa e Medio Oriente, è ben nota fin dall’antichità, con le sue origini forse cretesi, la lunga storia di porto greco e romano e poi la fiorente vita religiosa e culturale in epoca medievale, soprattutto da quando, nel 1087, vi furono traslate le reliquie di San Nicola di Mira. La sintesi tra cultura e commercio che anima la città, esaltata durante il Ventennio con la fondazione della Fiera del Levante e la costruzione del monumentale lungomare, si conferma oggi con la scoperta, durante i lavori per la costruzione del Polo per l’arte e la cultura contemporanea, dei resti di un antico porto messi in luce sotto la pavimentazione dell’ex Mercato del pesce. La banchina, in blocchi di calcare, databile certamente a prima del 1837 – anno in cui fu costruito il mercato –, è forse di origine rinascimentale, e la sua scoperta andrà ad arricchire notevolmente il valore storico, architettonico e culturale dell’area in cui si stanno svolgendo i lavori, che saranno completati entro febbraio 2019, dando vita, come ha detto il sindaco Antonio Decaro, a un vero e proprio anello di congiunzione tra passato, presente e futuro nel cuore della città.

Gli spazi espositivi del Polo per l’arte e la cultura contemporanea, che ha tra l’altro già iniziato le sue attività alla fine del 2016 con la mostra Trame presso lo Spazio Murat (primo dei tre edifici destinati a costituirne la sede, insieme al Mercato e all’ex Teatro Margherita), si andranno così a integrare con il percorso della Bari sotterranea, del quale entreranno a far parte i resti del porto appena scoperto: un percorso che già oggi attira un costante flusso turistico e che permette ai visitatori di apprezzare le suggestive aree archeologiche che soggiacciono a diversi edifici monumentali della città vecchia, tra cui i resti di una chiesa paleocristiana e l’abitato bizantino che si cela nelle fondamenta del Castello normanno-svevo.

Continua, dunque, il processo di radicale rinnovamento della città vecchia, che permetterà di rilanciare il capoluogo pugliese come meta turistica e culturale di primo piano che inserirà armoniosamente le sue radici locali nella più ampia cornice della geografia culturale dell’Est Europa e del Mediterraneo.