10 giugno 2014

Spermatozoi-robot per combattere l'infertilità

Hanno una testa di silicio protetta da un ‘casco’ di cobalto e nichel, si muovono grazie a una microscopica coda meccanica e possono essere controllati con precisione millimetrica: sono i ‘MagnetoSpermatozoi’, gli spermatozoi-robot realizzati dall'Università olandese di Twente (Enschede), e potrebbero diventare presto un aiuto fondamentale nella lotta contro l'infertilità. “Abbiamo creato un micro-robot biologicamente ispirato alla struttura degli spermatozoi del corpo umano”, afferma Sarthak Misra, ricercatrice presso il dipartimento di robotica dell'università. “La testa magnetica è ricoperta da uno strato di cobalto-nichel spesso duecento nanometri. Questo strato consente al magnete di muoversi avanti e indietro quando sollecitato da un basso campo magnetico, provocando un moto oscillatorio.” Lunghi 332 micron (millesimi di millimetro), questi spermatozoi-robot sono infatti controllati grazie a debolissimi campi magnetici la cui intensità si aggira intorno ai cinque millitesla (la stessa prodotta dagli innocui magneti decorativi attualmente in commercio), attraverso i quali i ricercatori sono stati in grado di guidare i MagnetoSpermatozoi fino agli obiettivi prefissati con estrema precisione e in tutta sicurezza. Il team di ricercatori coordinato da Misra ha dimostrato che questi micro-robot – oltre a fornire uno strumento impareggiabile durante la fase di fecondazione in vitro – potrebbero essere utilizzati per effettuare il rilascio mirato di farmaci, consentendo ai medici di indirizzare l'effetto delle sostanze in modo ottimale, riducendo in questo modo il rischio di effetti collaterali. Successivi esperimenti saranno volti a rendere i MagnetoSpermatozoi ancora più piccoli e agili, con la speranza di arrivare un giorno a controllare con precisione un intero sciame di spermatozoi-robot.


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