3 maggio 2020

Storie virali. Lost in Translation

 

Nel momento in cui si cercano le politiche più adeguate per affrontare l'attuale pandemia, il compito della/o storica/o è quello di rivelare le prove storiche del fenomeno transtemporale della malattia, contribuendo ad ampliare il campo dell'esperienza umana, sia in termini di risposte, che di impatti sociali e civili che ne derivano.

Nell'analisi quotidiana del drammatico conto delle vittime del Covid-19, tra l'aggiornamento del numero dei contagiati, dei morti e dei guariti, si discute delle politiche di ogni paese in merito ai tempi di reazione alla pandemia; si criticano coloro che hanno sottovalutato il fenomeno e coloro che hanno insistito sul primato dell'economia; si formulano teorie del complotto e si chiede trasparenza nella diffusione delle informazioni sull’origine del problema. Mentre il mondo, sospeso, attende risposte dalla scienza, sia per quello che riguarda la cura che per la prevenzione, il tempo torna indietro e si riscoprono le politiche di isolamento sociale, le quarantene e i cordoni sanitari, invocandodi fatto gli storici al dibattito.

Forse uno dei periodi più stimolanti dal punto di vista della discussione sulla validità di queste cosiddette misure di quarantena tradizionali è stato il XIX secolo, in un contesto di sviluppo della scienza e di attuazione di programmi di massa di vaccinazione e di miglioramento delle condizioni di vita; ma anche di affermazione del potere delle grandi potenze economiche, per le quali la libera circolazione delle persone e delle merci era un valore in sé. A partire dalla fine degli anni Sessanta del XIX secolo, l'adozione del "sistema inglese" divenne sinonimo di progresso della civiltà, secondo il quale si valutava la posizione delle nazioni in base al loro stadio di sviluppo.

È in questo contesto che uno dei governi che più degli altri ha favorito i "progressi materiali" in Portogallo, per tutto il travagliato XIX secolo, decise di realizzare dei cordoni sanitari terrestri al confine con la Spagna per far fronte alle minacce di colera del 1884 e del 1885. Lo fece, senza la conferma di nuovi casi di colera in Spagna (notizia che era appena poco di più di una chiacchiera) e con il sospetto che il governo spagnolo stesse nascondendo le informazioni. Non era la prima volta che si istituivano cordoni sanitari militarizzati, ma erano sempre stati geograficamente circoscritti e l'intero confine terrestre non era mai stato chiuso.

 

L’apertura recente dei collegamenti ferroviari con la Spagna e il quasi completamento del ponte internazionale che collegava le due sponde del fiume Miño, le forti dinamiche transfrontaliere economiche e commerciali (e persino familiari), che avevano costretto i lavoratori ad attraversare quotidianamente i due lati del confine, nonché la consapevolezza della fragilità delle popolazioni e la quasi assenza di strutture e servizi sanitari, avevano spinto il governo a prendere le armi e a cercare di prevenire la diffusione della malattia via terra, via i viaggiatori provenienti dalla Spagna o dalla Francia. L'intervento dell'esercito non fu limitato ai cordoni sanitari, ma comprendeva l'istituzione, l'organizzazione e la direzione della rete di lazzaretti strategicamente posizionati vicino alle stazioni ferroviarie o agli ancoraggi fluviali, dove, secondo rigidi precetti militari, i viaggiatori furono costretti a rimanere per sette giorni, e i loro bagagli e altri beni sottoposti in pratica a disinfettazione.

 

Con il paese chiuso per vari mesi (la frontiera marittima è stata la prima ad essere chiusa), con le difficoltà di sdoganamento delle materie prime, penalizzando un'industria ancora molto debole, il governo ha giustificato i grandi investimenti per mobilitare le scarse risorse finanziarie del paese a difesa della frontiera, citando il caso della Spagna, che "è già convertita in un ospedale e sembra diventare un cimitero".

Valutando il lavoro svolto e, certamente, tenendo conto dell'entità della tragedia umana in Spagna (dove possono essere morte più di 236.000 persone), e che il Portogallo, al contrario, è praticamente uscito indenne dall'epidemia - anche a fronte dei dubbi dei più scettici - i due medici militari che hanno condotto le operazioni relative ai lazzaretti hanno scritto in un rapporto pubblicato dalla stampa nazionale: "se arriva una nuova minaccia, si aprirà un nuovo periodo di lotta difensiva (...). Per il momento, c'è solo la voce della prevenzione (...); domani potrebbe esserci un nuovo sistema di lavoro, sotto vari piani difensivi, o un rinnovamento del piano precedente, già sperimentato con successo, e che sembra dire che il noto concetto riferito ai gesuiti può essere applicato alle misure sanitarie: “sint ut sunt, aut non sint".

Sotto un coro di critiche, sia in Parlamento che nella società civile, il governo è stato messo in discussione sia per la mancanza di informazioni che per le scelte fatte, sperperando il denaro che avrebbe dovuto essere speso per creare infrastrutture sanitarie per proteggere la popolazione locale. Oppure, come scriveva il più noto medico della sanità pubblica dell'epoca, Ricardo Jorge, in una chiara allusione all'investimento nel controllo di una malattia importata: chi ci proteggerà dai "microbi di casa" (vaiolo, tifo e tubercolosi)?

Dopo la fase acuta della pandemia di Covid-19, in cui molti paesi stanno mobilitando notevoli risorse per combattere il "microbo importato", come saranno i nostri servizi sanitari nazionali? Quali riforme saranno attuate e quale parte del budget sarà investita in esse?

 

                          TUTTE LE STORIE VIRALI PUBBLICATE SU ATLANTE

 

Bibliografia per approfondire

 

P. Bourdelais and A. Dodin, Visagesducholera, Paris, Belin, 1987.

A. M. da Cunha Belém e Guilherme José Ennes, Os lazaretosterrestres de fronteira nos anos de 1885 e 1886: Marvão, Elvas, Vilar Formoso, Valença e Vila Real de Santo António: relatórioapresentado a sua excelência o Ministro do Reino,Lisboa, ImprensaNacional, 1886.

Richard J. Evans, “Epidemics and Revolutions: Cholera in Nineteenth-Century Europe”, Past and Present 120 (August, 1988), pp. 121-47.

 

 

                                  TUTTI GLI ARTICOLI SUL CORONAVIRUS

 

Immagine: Medicina portoghese. Crediti: José Maria Veloso Salgado / Public domain 

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0