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03 ottobre 2017

Tra Cubismo e Classicismo: Picasso a Roma

Cento anni fa, nell’ottobre 1917, Picasso era a Roma. Vi era giunto il 17 febbraio dello stesso anno, al seguito del grande regista teatrale Jean Cocteau; si erano conosciuti a Parigi, dove Picasso, già lanciato nella ricerca sul cubismo sintetico, si diresse allo scoppio della prima guerra mondiale, mentre l’amico e sodale Georges Braque partiva per il fronte. Cocteau, che lavorava all’allestimento di un balletto russo della famosa compagnia di Sergej Pavlovič Djagilev dal titolo Parade, coinvolse l’artista nella realizzazione dei sipari, delle scene e dei costumi. E fu proprio a Roma che Picasso concepì l’idea dell’enorme tela/sipario che porta lo stesso titolo del balletto e che condensa, con inusitata maestria, «il linguaggio aulico del classico e la cultura popolare, il teatro e il circo, la scena e il retroscena, la verità e la finzione». Così Olivier Beggruen, curatore della grande mostra che in questi giorni si è inaugurata presso le Scuderie del Quirinale, intitolata Picasso. Tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925, un vero e proprio evento di rilevanza internazionale, con prestiti provenienti dalle massime istituzioni culturali del mondo come il Centre Pompidou di Parigi, la Tate di Londra, il MoMa e il Metropolitan Museum of art di New York.

Il percorso espositivo include anche le Gallerie nazionali di arte antica dove, nel salone affrescato da Pietro da Cortona, sarà esposta proprio Parade, che per le sue straordinarie dimensioni (17x11 metri, raramente si sposta dal Centre Pompidou: sarà quindi un’occasione ancora più straordinaria quella di poterla ammirare in relazione con l’architettura berniniana.

La mostra indaga inoltre la ricerca picassiana che, grazie alle suggestioni vissute a Roma, Napoli, Firenze, Milano, permise al maestro di elaborare una lunga riflessione sull’arte pompeiana e sulle maschere carnevalesche (Pulcinella, Arlecchino) oltre che di instaurare un proficuo dialogo con l’arte classica e rinascimentale che si concretizzerà in opere come le Tre donne alla fontana e la Grande bagnante del 1921 e la Testa classica e le Due donne che corrono sulla spiaggia del 1922.

Ma per Picasso quelli di Roma sono anche gli anni dell’amore: qui intreccerà infatti la sua relazione con la ballerina Olga Khochlova, musa assoluta di questo periodo, i cui numerosi ritratti si potranno ammirare alle Scuderie accanto alle impressioni di Picasso sul paesaggio, l’architettura e la vita quotidiana del nostro Paese (tra cui Villa Medici a Roma, 1917; Contadini ciociari, 1919) che ci permetteranno di vedere l’Italia attraverso gli occhi di uno dei pittori più grandi del Novecento e della storia mondiale.


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