28 giugno 2016

Un fossile riscrive la storia dei serpenti

Per la comunità scientifica, ricostruire la storia evolutiva dei serpenti si è rivelato essere un compito particolarmente difficoltoso, soprattutto per la mancanza di testimonianze in grado di spiegare dettagliatamente perché i rettili finirono con l’assumere la loro caratteristica anatomia priva di arti. Eppure, secondo i ricercatori dell'University of Toronto, un piccolo fossile rinvenuto lo scorso anno in Brasile custodisce la chiave per rileggere questo lento processo, arrivando per la prima volta a ipotizzare una lontana parentela tra rettili e lucertole acquatiche. Secondo quanto pubblicato dalla rivista Cretaceous Research, infatti, il Tetrapdophis amplectus – vissuto circa 110 milioni di anni fa – potrebbe rappresentare a oggi il più antico antenato dei serpenti mai scoperto dagli scienziati, pur non facendo parte della stessa famiglia di rettili. La presenza di quattro piccole protuberanze aveva precedentemente convinto gli scienziati che l’esemplare potesse ascriversi ad analoghi scavatori vermiformi dell’epoca – un animale, insomma, originariamente evoluto per adattarsi a vivere nel sottosuolo. Al contrario, ulteriori analisi realizzate grazie a una collaborazione tra ricercatori canadesi e statunitensi hanno sottolineato le similitudini esistenti tra il Tetrapdophis e le prime forme di lucertole acquatiche: l’assenza di arti e la sinuosità del corpo testimonierebbero piuttosto il tentativo di replicare il moto ondulatorio utilizzato da anguille e altri animali acquatici per muoversi. «Questo fossile è molto piccolo e snello, con arti sicuramente non adatti per le attività di scavo», commenta Robert Reisz, biologo presso l’University of Toronto: «Piuttosto condivide caratteristiche delle lucertole acquatiche del tardo Cretaceo. Le abitudini acquatiche del Tetrapodophis suggeriscono idee nuove e radicali destinate ad arricchire il dibattito e cementare la fama di questo piccolo rettile, che costituisce uno dei più importanti e controversi fossili della nostra epoca».


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