30 aprile 2015

Venezia: la creatività riparte da qui

di Maristella Tagliaferro

Il primo maggio si celebra anche con una visita guidata al Museo nazionale Atestino: I Veneti al lavoro, artigiane e artigiani nel Veneto antico. La ricerca del 'saper fare', da queste parti, sembra una necessit à dettata dal DNA, ha radici profonde qualche millennio. Ha donato all'umanit à un concentrato di esempi sublimi di grandissima abilità abbinata a una creatività che ha osato quel che in nessun altro luogo al mondo si è mai nemmeno immaginato di tentare: Venezia, la città che sorge dall'acqua, una summa di meraviglie che si proietta verso il cielo nella luce abbagliante riflessa dalla laguna.

Storia passata? Niente affatto: Venezia è oggi più che mai capitale mondiale della creativit à.

Ce lo racconta la Biennale, che con giorni di anticipo rispetto al vernissage della 56. Esposizione internazionale d’Arte (9 maggio - 22 novembre 2015) ha presentato Guardando avanti. Levoluzione dell arte del fare - 9 storie dal Veneto: digitale non solo digitale.

Per visitare la mostra, che è curata dal vicentino Aldo Cibic, bisogna andare ai Giardini, negli spazi del ritrovato Padiglione Venezia: gestito per qualche tempo dal Comune, ora di nuovo direttamente dalla Fondazione presieduta da Paolo Baratta, l'ideatore di quei laboratori della creativit à che negli ultimi anni hanno portato in laguna centinaia di giovani per incontrare maestri e mettersi alla prova. Tutti con un obiettivo fisso: andare oltre i banali orizzonti di standardizzazione e uniformit à , sui quali da decenni ha deciso di appiattirsi la grande industria. Usare l'intuizione individuale, l'intelligenza delle mani appresa da madri e padri, la conoscenza delle nuove tecnologie che è necessariamente frutto di un sapere collettivo: per creare, ancora e sempre, qualcosa di unico. Che ci proietti nel futuro.

Baratta parla di un’ iniziativa in qualche modo "antica", perch é il Padiglione Venezia, dedicato nel tempo anche alle Arti Applicate, ne riprende con questa mostra il filo, se pur in una direzione diversa e aggiornata: quella delle applicazioni pi ù recenti dell'alta tecnologia.  E annuncia importanti accordi con istituti internazionali.

Cibic gli fa eco lanciando - dopo il suo celebre "Rethinking Happiness" del 2010 - un nuovo slogan: "surfare sull ’ eccellenza". Il che prevede, spiega, un vocabolario imprescindibile: dalla capacit à di mettersi continuamente in discussione per tentare strade nuove, al non aver timore di essere razionali e visionari insieme; dalla curiosit à che porta a scoprire nuovi mondi alla sintesi che consente di arrivare a un pensiero "che è solo tuo". Il tutto alimentato dalla passione, senza la quale è molto difficile concretizzare una grande storia. "La passione - sottolinea - è ciò che ti spinge a dedicarti totalmente a ciò che fai, a costruire un ambiente stimolante intorno a te, ad accogliere tutti coloro che ti possono aiutare nella tua impresa per riuscire a generare un circolo virtuoso". Perci ò è importante l’ innestarsi di una solida comunità produttiva, caratterizzata da una grande varietà di saperi e fondata su princìpi di collaborazione e complicità. Cibic parla senza esitazioni del Genius loci di un territorio in cui sono radicate tradizioni e cultura del saper fare. "Grazie a queste conoscenze - spiega - che tuttora alimentano i diversi distretti produttivi e l ’ indotto che ne deriva, ci si riesce ad affermare con una propria identità nei mercati mondiali".

Gli esempi che indica sono nove storie che hanno radici profonde nella terra veneta, si nutrono della sua trimillenaria storia di sapienza esperienziale e immaginazione. Ripartono dalla "tabula rasa" conseguente alla crisi, che in questa regione picchia ancora durissimo, e spinge a coniugare the art of making locale e rapporto diretto con interlocutori globali. A costruire una rete di specialisti per indagare infinite possibilità e individuare la soluzione migliore per un progetto. A interpretare i big datas per trovare mercati interessanti. Cibic parla di "Augmented craft", l ’ evoluzione della nozione di artigianato industriale. Non ci si riferisce alla semplice bottega artigiana o all ’ industria tradizionale, ma alla complessa articolazione di produttori, ognuno dei quali nel proprio ambito sviluppa al massimo la sua parte di prodotto".

 

Con diversi media, nella mostra sono rappresentati i modi in cui i vari processi si sono sviluppati e le testimonianze di ricercatori di livello internazionale, committenti sofisticati che hanno trovato nel Veneto il loro miglior produttore. È il caso di due designer di occhiali di Los Angeles che scoprono in un paesino in cima alle Dolomiti un ’ azienda familiare con la quale sviluppare delle linee di prodotto artistiche e di alta tecnologia. - l.a.Eyeworks + M1. C' è chi produce l’ airbag intelligente per motociclisti e la tuta per la missione su Marte - Dainese - e chi ripensa i corpi scaldanti come elementi architettonici - Tubes. Chi è in grado di affermarsi a livello internazionale trovando soluzioni produttive complesse ed ecosostenibili nel campo dell ’iniezione delle materie plastiche - Virginio NPM. Chi produce accessori d’ arredo ideato da giovani designer di tutto il mondo, selezionati da una community di appassionati ed esperti, fabbricati da aziende manifatturiere top-quality locali e poi venduti online - Formabilio. Chi ricerca lavorazioni e finiture sofisticate in ferro, coniugando tradizione artigianale e tecnologie avanzate per realizzare opere che vanno dal prodotto seriale a pezzi unici custom-made - De Castelli. Chi sa "Cucire un sogno" e ha la capacità di imporsi nel panorama della moda grazie all ’ integrazione di creatività e stile, abilità sartoriali e tecniche d ’ avanguardia, consolidati processi produttivi e precise strategie commerciali - Staff International. Chi propone la "Fabbrica lenta", un concetto manifatturiero unico che fa convivere telai meccanici con tecnologia avanzata, riportando l ’arte nell’artigianato e l’ artigianato nella fabbrica e producendo tessuti unici per i marchi della moda più famosi e d ’avanguardia - Bonotto.


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