09 febbraio 2015

Via della Seta: il Natale armeno

di Simone Zoppellaro

Il 6 gennaio, giorno da noi dedicato all’Epifania, gli armeni in patria e nel mondo celebrano il Natale. Questa, che a prima vista può sembrare una semplice curiosità, ha in realtà radici profonde. Resta avvolto nel mistero il giorno di nascita di Gesù, avvenuto forse in primavera o in estate, stando al riferimento evangelico alla transumanza dei pastori, descritti vicino al luogo dove venne al mondo il Bambino. L’uso di festeggiare il Natale il 25 dicembre risalirebbe alla Roma dei primi secoli dell’era cristiana, quando si decise di far coincidere le celebrazioni per la nascita di Gesù con il solstizio d’inverno e con il complesso di celebrazioni dedicate fra l’altro al dio d’origine indoiranica Mitra. Le Chiese orientali antiche, fra cui quella armena, hanno mantenuto invece l’uso di commemorare il Natale il 6 gennaio. Anche in questo caso, si tratterebbe di un fenomeno di acculturazione, venendo tale data a coincidere con una festa preesistente dedicata alla dea Iside, durante la quale si celebrava la consacrazione in suo onore delle acque. Traccia di questo più antico sostrato è presente ancora oggi nel Natale armeno, che celebra insieme alla nascita di Gesù anche il suo battesimo nel Giordano, ricordato con il rito della benedizione delle acque. In Terra Santa, invece, dove si trova un’importante e antica presenza di questo popolo, il Natale viene celebrato dagli armeni il 18 gennaio, data determinata dall’utilizzo del calendario giuliano. In questo giorno, a Betlemme, gli armeni danno vita a un cerimoniale molto ricco e a una processione che giunge fino alla Chiesa della Natività. Vanto e orgoglio degli armeni è quello di essere stato il primo popolo ad abbracciare il cristianesimo, nei primissimi anni del IV secolo. La conversione del loro re, Tiridate III, per opera di san Gregorio Illuminatore coincise infatti con la definitiva assunzione del cristianesimo a religione di stato. Da allora, questo risulterà un tratto imprescindibile dell’identità armena per il lungo e travagliato corso della loro storia. La Chiesa apostolica armena, con sede nella città di Etchmiadzin, a pochi chilometri da Erevan, porta avanti ancora oggi questa grande tradizione spirituale. A capo di tale Chiesa vi è il Catholicos, erede di Gregorio Illuminatore. Altri armeni, soprattutto della diaspora, hanno abbracciato il cattolicesimo e, in misura minore, la fede protestante.


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