20 febbraio 2012

Il ritorno del marxismo nell’epoca della crisi. La lettura di Hobsbawn

Il ‘grande vecchio’ della storiografia britannica, l’autore del Secolo breve (1995) ha colpito nuovamente nel segno con l’ultimo suo libro, How to change the world. Tales of Marx and marxism. Premiato in patria da un notevole successo editoriale, che è stato ripetuto, sia pure in misura ridotta, in Italia dalla traduzione edita nel 2011 dalla Rizzoli (Come cambiare il mondo. Perché riscoprire l’eredità del marxismo), il libro dello storico inglese conferma una tendenza editoriale delineatasi negli ultimi anni anche in Italia, con la riscoperta, sull’onda della crisi che ha scosso il capitalismo mondiale, del ‘barbuto di Treviri’, la cui opera sembrava destinata al dimenticatoio dopo il crollo del Muro di Berlino. Il punto centrale su cui richiamano l’attenzione i 16 saggi (scritti tra il 1956 e il 2009, ma aggiornati e rivisti per l’occasione) che compongono il volume è proprio questo: Marx sopravvive al crollo dei regimi dell’Est perché il nocciolo del suo pensiero sta nel prospettare il cambiamento a partire dalle contraddizioni che minano il capitalismo ‘dall’interno’, spingendo al suo superamento. Anzi, da questo punto di vista la fine del socialismo realizzato (nella sua versione sovietica) favorisce, secondo Hobsbawn, la riscoperta dei motivi fondanti la ‘critica dell’economia politica’, in quanto la libera dagli ingabbiamenti ideologico-politici del passato, e al tempo stesso sollecita un bilancio non meno critico con una tradizione, quella


0