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16 marzo 2017

Torna a Roma Libri come

Torna Libri come, la Festa del libro e della lettura di Roma, curata da Marino Sinibaldi con Michele De Mieri e Rosa Polacco, che animerà dal 16 al 19 marzo gli spazi dell’Auditorium Parco della Musica. La principale novità di questa edizione riguarda il coinvolgimento delle scuole e di 14 biblioteche cittadine, distribuite tra centro e periferia, favorendo così l’apertura alla città in un dialogo che faccia partecipare tutti al fine di creare nuove sinergie legate ai libri e alla lettura. L’ottava edizione di Libri come è dedicata al tema dei confini e al modo di superarli: i confini, ha affermato l’amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, José Ramón Dosal Noriega, “che abbiamo deciso di esplorare sono prima di tutto quelli di Roma, andando oltre l’Auditorium”; si è infatti fortemente voluto che questa edizione si espandesse, allargandosi a tutti i soggetti e alle istituzioni che quotidianamente lavorano per la promozione della cultura. Anche l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani parteciperà alla manifestazione con un desk informativo e presentando alcune delle sue principali pubblicazioni di respiro internazionale: il Libro dell’anno e l’Atlante Geopolitico 2016, i volumi che più di tutti fotografano i cambiamenti e le evoluzioni dei confini intesi come barriere fisiche, culturali e morali. Grande è l’attesa per gli oltre 100 incontri che si svolgeranno durante il festival e a cui prenderanno parte 300 scrittori ospiti, tra cui Emmanuel Carrère, Ian McEwan, Carlos Ruiz Zafón e Juan Pablo Escobar. Il dibattito e lo scambio tra gli autori guideranno la manifestazione, a cui si affiancheranno momenti di riflessione legati ai temi attuali e alle frontiere segnate dal nostro tempo: la parola “confini”, come ha spiegato Marino Sinibaldi, “significa molte cose e in molti modi diversi verrà raccontata nei nostri incontri”, mettendo in luce la contraddizione o l’ambivalenza più caratteristica del nostro tempo “che è sconfinato nelle sue ambizioni ed è segnato da vecchie e nuove frontiere nella sua realtà quotidiana”. I consueti spazi dell’Auditorium saranno quindi travalicati, coinvolgendo nuovi luoghi in questa rete della lettura cittadina, che manda segnali importanti e apre la stagione dedicata ai libri: cresce infatti l’attesa per il Salone internazionale del libro di Torino (18-22 maggio 2017) e per la fiera milanese Tempo di libri (19-23 aprile 2017).

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17 febbraio 2017

I custodi della memoria: l’Italia terra d’Archivi

Un dedalo di corridoi e scaffali impolverati, pergamene e codici, sigilli e diplomi regi; no, non è un libro di Dan Brown, ma è la realtà. L’Italia è un paese dall’immenso patrimonio archivistico.

Ogni archivio presente nelle nostre città è il custode silente della nostra storia: dall’alto Medioevo all’età moderna, dal Risorgimento alla nascita della Repubblica. In termini di memoria e d’identità nazionale questi luoghi sono i depositari di una ricchezza d’inestimabile valore culturale, tutelano la verifica del passato.

I dati forniti dalla Direzione centrale sono indicativi di quanto detto: una sede in ogni provincia del territorio nazionale per un totale di 101 archivi più 33 sezioni (fonte DGA 2013). A questi si aggiungano più di ottomila archivi comunali e innumerevoli enti privati, associativi.

I complessi documentari che le diverse sedi custodiscono occupano circa 1500 km lineari, milioni tra pergamene, filze, registri, mazzi e buste.

Il documento più antico, conservato presso l’Archivio di Stato di Milano, noto come Cartola de accepto mundio, è del 12 maggio 721, i più recenti sono gli originali delle leggi e dei decreti che ogni anno vengono depositati nella sede centrale di Roma. Non si può invece parlare del documento più prezioso nella misura in cui ogni documento è di per sé un unicum. Ma in una visita immaginaria potremmo leggere e toccare con mano i diplomi dei re normanni in Sicilia, le disposizioni dei dogi di Venezia, avremmo la possibilità di sfogliare le note di pagamento per committenze artistiche a Firenze, gli ordini impartiti da Mazzini a Roma nel 1849, con lo stupore negli occhi a Milano potremmo trovare un autografo con la firma di Leonardo da Vinci. Se ciò non bastasse gli stessi edifici che ospitano i nostri archivi sono edifici dal grandissimo valore architettonico. Tra gli altri: Roma (Palazzo della Sapienza), Milano (Collegio Elvetico), Napoli (Monastero benedettino dei Santi Severino e Sossio), Venezia (Cà Granda dei Frari).

Purtroppo questo patrimonio d’inestimabile valore sta correndo un grave pericolo, continui tagli di risorse e personale, nonché la mancanza di un piano complessivo di salvaguardia, non solo mettono a repentaglio l’accesso libero ai documenti e il loro studio, ma rischiano di compromettere irrimediabilmente le funzioni di tutela, di conservazione e comunicazione della memoria che gli archivi esercitano. La minaccia è reale e concreta, anche perché per ogni documento perduto verrebbe a mancare un tassello della nostra storia collettiva. Lasciare che il passato marcisca significa che qualcuno potrà reinventarlo in funzione di scelte utilitaristiche e di interessi personali.

 

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17 gennaio 2017

Nel 2016 è diminuito il numero dei lettori di libri

Da pochi giorni è uscito l’Annuario statistico italiano 2016 e da una rapida scorsa ai dati riguardanti la lettura si può notare con dispiacere che i lettori dai 6 anni in su, nel nostro Paese, sono diminuiti rispetto al 2015. Se infatti lo scorso anno la popolazione che leggeva almeno un libro era pari al 42% del totale, quest’anno i lettori sono stati solo il 40,5% della popolazione. Una diminuzione dell’1,5% (751.000 persone in meno). Un segnale certo non incoraggiante, soprattutto pensando che nel 2015 la tendenza alla decrescita era stata invertita rispetto agli anni precedenti con un più 1,2%, che aveva fatto sperare che la crisi della lettura fosse stata superata. Se prendiamo in considerazione l’arco temporale che va dal 2010 a oggi, l’Istat certifica che il trend è ancora più critico. I lettori, infatti, risultano essere calati del 6,3%.

A incidere maggiormente nello studio dell’Istat è stato il calo dei lettori deboli, cioè quelli che in un anno leggono da uno a tre libri, che passano dal 45,5% del 2015 al 45,1%, mentre quelli medi sono rimasti perlopiù invariati. Invece i lettori cosiddetti forti, che leggono in media un libro al mese, pur diminuendo circa di 300.000 unità hanno fatto registrare una crescita percentuale dello 0,4%, passando dal 13,7% del 2015 al 14,1% del 2016.

Interessanti sono anche i dati riguardanti la distribuzione per macroregioni dei lettori, da cui risulta che nel Nord-est e nel Nord-ovest si concentra il più alto numero di lettori di più libri all’anno, rispettivamente, in percentuale, 48,7% nel Nord-est e 48,5 nel Nord-ovest. Segue l’Italia centrale, che come per le regioni settentrionali, cresce seppur di poco e si attesta al 42,7%. Ad abbassare la media su base nazionale sono il Sud, con il 27,5%, e le isole, con il 30,7%. Il trend negativo è confermato anche dai dati diffusi dagli editori, che hanno abbassato la tiratura e il numero di titoli pubblicati annualmente, e dalla chiusura di molte librerie, sia indipendenti che legate a una catena.

Un elemento di cautela nella lettura di questi numeri è dato dal fatto che in queste statistiche manca del tutto il dato specifico relativo alla lettura degli e-book che, come si evince dagli studi dell’Associazione italiana editori (AIE), negli ultimi anni è molto aumentato, anche se non in modo soddisfacente e, soprattutto, non come nel resto del mondo industrializzato.

 

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02 dicembre 2016

Torna “Più libri più liberi”

La quindicesima edizione di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, promossa e organizzata da Aie (Associazione Italiana Editori) con il sostegno del Centro per il libro e la lettura, della Regione Lazio e di Roma Capitale, si svolgerà al Palazzo dei Congressi di Roma dal 7 all’11 dicembre.

Il tema di questa edizione è Sono tutte Storie. “Il valore inestimabile del lavoro di ogni editore risiede infatti nell’inesauribilità delle storie che racconta ai propri lettori: romanzi, poesie, graphic novel, saggi, narrativa per l’infanzia e per i ragazzi, inchieste sull’attualità, volumi illustrati, libri di cucina e altri manuali, musica – sono tutte storie, diverse, dinamiche, fantasiose, nelle quali immedesimarsi”, come spiegano gli organizzatori.

Il romanziere anglo-pakistano Hanif Kureishi inaugurerà mercoledì 7 dicembre questa edizione, come ha annunciato Fabio Del Giudice, direttore della manifestazione, che vedrà tra gli autori ospiti anche Roberto Saviano, Marc Augé, Andrea Camilleri, Michela Murgia, Erri De Luca, Elena Stancanelli. Durante i cinque giorni dell’evento sono attesi ospiti da venti Paesi, come il giallista tedesco Friedrich Ani e le scrittrici scandinave Lena Andersson e Laura Lindstedt.

Sarà inoltre tributato un omaggio a Umberto Eco e Dario Fo, entrambi scomparsi nel 2016.

È stata annunciata la presenza di Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone del Libro di Torino e di Chiara Valerio, responsabile della nuova fiera dell’editoria milanese “Tempo di libri”.

Prima e dopo la manifestazione Più libri più liberi torna anche quest’anno il ciclo di incontri rivolti agli Atenei del Lazio denominato Più libri più idee: secondo gli organizzatori, infatti, l’incontro e il confronto con le Università è fondamentale e indispensabile per riflettere sui cambiamenti e le trasformazioni in corso nel settore dell’editoria.

La piccola e media editoria hanno saputo meglio di altri interpretare la crisi attuale grazie ad una forte dinamicità e intuizione nel ripensare i libri, a nuovi modelli di investimento e idee innovative volte sempre alla qualità e che hanno anticipato le richieste del mercato.

 

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