23 dicembre 2016

Boko Haram minaccia la Nigeria

In Nigeria il fondamentalismo islamico è causa costante di sanguinosi attentati suicidi, omicidi e sequestri di persona. Nell’ultimo attentato, avvenuto domenica 11 dicembre, due bambine kamikaze di sette e otto anni si sono fatte esplodere nel mercato della città nordorientale di Maiduguri, la capitale del Borno, uno dei 36 stati federali della Nigeria. Appena due giorni prima due donne avevano provocato una strage al mercato di Madagali, non lontano da Maiduguri. Secondo quanto riferito all’agenzia di stampa vaticana Fides da padre Gideon Obasogie, direttore delle Comunicazioni sociali della diocesi di Maiduguri, questo potrebbe essere soltanto l’inizio di una serie di attacchi dell'organizzazione terroristica di matrice jihadista Boko Haram in coincidenza con il Natale. Boko Haram (letteralmente “l’istruzione occidentale è proibita”) ha stipulato un'alleanza con l’autoproclamato Stato Islamico (conosciuto anche come Isis o Daesh) attivo in Siria e nell’Iraq occidentale. Il gruppo terroristico è stato fondato nel 2002 a Maiduguri da un predicatore islamico di nome Mohammed Yusuf, con l’intenzione di imporre la legge islamica nel Borno e in seguito in tutta la Nigeria. L’obiettivo dichiarato di Boko Haram, particolarmente diffuso nel Nord della Nigeria, è quello di rovesciare il governo centrale per instaurare un califfato islamico nel Paese africano più popoloso, in cui risiede un quinto dell’intera popolazione africana. Nel periodo di Natale è ancora più alto il rischio di attentati, dal momento che l’opposizione alla tradizione occidentale trova uno dei suoi capisaldi negli attacchi alle chiese cristiane. La minoranza cristiana, infatti, viene continuamente perseguitata in Nigeria e la religione diventa soltanto il pretesto di una lotta etnica di carattere economico e sociale per la salvaguardia dell’identità e degli interessi patrimoniali e commerciali dei musulmani. Un recente rapporto pubblicato da Fides rivela che a partire dall’inizio del Duemila sono state distrutte ben 13mila chiese, sono stati uccisi 10mila cristiani e almeno 1,3 milioni di fedeli sono stati costretti a fuggire nelle periferie e nelle aree rurali del Sud della Nigeria. Le violenze non colpiscono solamente le chiese cristiane, ma tutti i luoghi con assembramenti di persone, come piazze, mercati, hotel di lusso frequentati da politici e diplomatici, collegi universitari, negozi e centri commerciali. Oltre ai bersagli militari e cristiani, dunque, migliaia di civili e semplici cittadini sono vittime degli attacchi e dei bombardamenti, che intendono alimentare l’odio delle fasce più deboli della società verso la cultura occidentale e la tensione tra cristiani e musulmani. Nonostante quella nigeriana sia l’economia più florida del continente africano, in tutto il Paese la corruzione dilaga e i diritti umani troppo spesso non vengono rispettati: povertà e sfruttamento sono alla base del malcontento cavalcato dagli integralisti islamici nei confronti delle grandi compagnie petrolifere e delle multinazionali. Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno da sempre posto l’accento sulla crudeltà spietata dei miliziani di Boko Haram, che non si fanno scrupoli a dare fuoco a case e villaggi, a inseguire donne e anziani nelle strade e nelle foreste per ucciderli a colpi d’arma da fuoco o con i machete e a utilizzare bambini come bombe umane.

 


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