14 gennaio 2019

Chi è Annegret Kramp-Karrenbauer, la nuova leader della CDU

di Giorgia Bulli

Chi è Annegret Kramp-Karrenbauer, la nuova leader della CDU? Dopo l’annuncio della rinuncia alla guida del Partito cristiano democratico da parte della cancelliera Angela Merkel nel mese di ottobre a seguito della doppia sconfitta elettorale della CDU/CSU in Baviera e in Assia, si è aperta una fase precongressuale all’insegna della contrapposizione tra tre candidati: Friedrich Merz, nota personalità del partito,  espressione del mondo economico e della finanza, sostenuto da Wolfgang Schäuble e avversato da Angela Merkel, artefice della sua estromissione da capo del gruppo parlamentare CDU/CSU nel 2002; Jens Spahn, attuale ministro della salute nel governo di Grande coalizione CDU-CSU/SPD, noto per la contrapposizione con la cancelliera sul tema dell’accoglienza dei migranti; e Annegret Kramp-Karrenbauer, ex governatrice del piccolo Land del Saarland e − al momento della candidatura – da meno di un anno segretaria generale del partito, sostenuta da Angela Merkel.

Come noto, la scelta dei delegati al congresso di Hannover di Kramp-Karrenbauer è stata interpretata come un segnale di continuità per almeno tre motivi. In primo luogo, l’imprimatur della cancelliera è stato letto come un implicito “weiter so” (avanti così), da una parte notevole dell’opinione pubblica, in relazione alle principali linee di condotta del partito sullo scenario nazionale e internazionale; in secondo luogo, le posizioni moderate di Kramp-Karrenabauer, pur con qualche distinguo, non rappresentano quella decisa svolta conservatrice in ambito economico e sociale, da alcuni auspicata e interpretata dalla candidatura di Friedrich Merz; infine, Kramp-Karrenbauer è donna. Nelle stesse parole della nuova leader della CDU in una recente intervista al settimanale Die Zeit, tra i tre fattori di continuità, quello di genere non è stato meno oggetto di dibattito degli altri.

Il discorso che Annagret Kramp-Karrenbauer − spesso indicata con le sue iniziali AKK − ha tenuto in occasione del congresso di Amburgo ha evidenziato il caposaldo della sua visione per il futuro del partito: la difesa della CDU come ultimo partito di massa di successo in Europa. Nei 20 minuti della sua relazione, Kramp-Karrenbauer ha sostenuto con forza il ruolo del Partito cristiano democratico, ne ha rivendicato i successi anche recenti (soprattutto in Saarland, dove la CDU sotto la sua direzione è riuscita a mantenersi sopra il 40%) prima delle débâcle elettorali delle ultime elezioni regionali, e ha voluto contrapporre ai toni cupi della rappresentazione dello stato di un’Europa stretta tra crisi economica e identitaria e populismi, la speranza di una riscossa dei valori tradizionali all’insegna della solidarietà e dell’economia sociale di mercato. I toni volitivi e appassionati di Kramp-Karrenbauer, emersi anche grazie al confronto con il meno incisivo intervento di Friedrich Merz − che ha aperto il proprio intervento sottolineando la necessità di un cambio radicale all’interno della CDU − sono coerenti con i principali tratti biografici e politici della nuova leader della CDU.

Nata in un piccolo paese dello Stato del Saarland, profondamente segnato nel periodo della sua infanzia dalla natura di confine della propria regione di origine tra Francia e Germania, Annagret Kramp-Karrenbauer è entrata giovanissima a far parte della CDU. Qui ha svolto il classico cursus honorum con le tappe tipiche all’interno di un grande partito di massa: inizialmente rappresentante del partito nel Parlamento regionale, poi ministro dell’Interno in Saarland – prima donna in Germania a coprire tale incarico − per poi approdare all’elezione come governatrice del Land del Saarland, dove ha svolto l’incarico dal 2011 al 2018 quando, nel mese di febbraio,  è stata nominata segretaria generale del partito, incarico che ha ricoperto fino all’inattesa comunicazione di Angela Merkel delle proprie dimissioni. Di quel giorno, AKK ha recentemente ricordato la sorpresa e la consapevolezza delle conseguenze che l’annuncio del futuro ricambio nella leadership avrebbe comportato nel partito e nella sua carriera, oltre che nel Paese. 

Pur nel segno della continuità, le differenze con la figura di Angela Merkel non mancano. Madre di tre figli, cattolica, Kramp-Karrenbauer ha ricordato fin dal discorso programmatico di Amburgo le difficoltà della conciliazione dei tempi di famiglia e lavoro per le donne. Questi elementi sono accompagnati dalla rivendicazione di posizioni assai più conservatrici di quelle della cancelliera in materia di diritti civili per le coppie omosessuali, o sulla visione di integrazione dei migranti, rispetto alla quale l’allora segretaria generale della CDU non condivise le scelte strategiche di apertura di Angela Merkel. Su questa base – e più nel tentativo di dare un segnale di apertura e distensione che nell’intenzione di suggerire l’apertura di un nuovo fronte anti-immigrazione dell’Unione – AKK ha rivolto i primi ringraziamenti successivi alla sua elezione su Twitter proprio a Horst Seehofer, dimissionario leader della CSU in Baviera. Con le parole: «Caro Horst Seehofer, grazie per le congratulazioni. Mi rallegro della futura collaborazione con la CSU. Insieme siamo sempre stati i più forti», AKK ha voluto dare un primo segnale della strategia di appianamento delle tensioni con la formazione sorella della CDU, e insieme di ricostituzione del fronte cristiano democratico alla base del rafforzamento della CDU/CSU in vista delle prossime sfide elettorali – prima tra tutte quella delle elezioni europee – che vedranno il partito impegnato nel tentativo di frenata dell’avanzata populista della AfD (Alternative für Deutschland).

Come alla fine di ogni era politica, e quella della Merkel certamente lo è stata, con la scelta della nuova leader si sono aperti anche nella CDU conflitti e tensioni che l’elezione di misura di AKK (51,7%) non ha contribuito a sanare. È perciò da leggere come percorso di autolegittimazione e stabilizzazione nel nuovo ruolo di leader della CDU la nomina di Paul Ziemiak (proveniente dalla stessa regione dello sconfitto Merz e appartenente alla stessa ala politica) a nuovo segretario generale del partito, e l’opera di persuasione nei confronti dello stesso Friedrich Merz a cui AKK si sta dedicando fin dai primi giorni successivi alla sua elezione, affinché quest’ultimo non rinunci a rivestire ruoli di primo piano nel partito, come ebbe a fare nel 2009, quando decise di abbandonare la vita politica per dedicarsi alla carriera privata come esperto legale nel mondo dell’alta finanza. In ballo non c’è solo la tenuta elettorale della CDU − e un ruolo di primo piano al più moderato Merz contribuirebbe a cercare di recuperare elettori tentati dalla scelta populista –, ma anche le prospettive di candidatura della stessa Kramp-Karrenbauer in futuro al ruolo di aspirante cancelliera, anche nel caso in cui le difficoltà del governo di Grande coalizione dovessero spingere verso elezioni anticipate. “Typisch Merkel”, direbbe qualcuno.

 

Crediti immagine: Olaf Kosinsky [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons

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