10 luglio 2020

Cina-Stati Uniti: la percezione di una crescente tensione

La preoccupazione per l’evoluzione delle relazioni tra Cina e Stati Uniti continua a diffondersi: l’Istituto Chaoyang della Renmin University di Pechino ha pubblicato l’8 luglio uno studio da cui si ricava che 62 ricercatori cinesi sui 100 interpellati ritengono probabile l’instaurarsi di un clima da guerra fredda fra i due Paesi. Giovedì 9 luglio si è tenuto in forma di videoconferenza il China-US Think Tanks Media Forum dal titolo Stay on the right track and keep pace with the times to ensure the right direction for China-US relations a cui hanno partecipato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e l’ex segretario di Stato statunitense, Henry Kissinger, intervenuto più volte negli ultimi tempi per evocare i pericoli di una contrapposizione fra le due potenze e sottolineare la necessità di un nuovo ordine mondiale. Il ministro degli Esteri Wang Yi ha mandato un segnale di distensione e ricordato come la coesistenza pacifica tra sistemi e culture differenti sia l’unica strada per uscire dall’attuale impasse.

Al di là di questi propositi, la tensione fra le due superpotenze continua a crescere e il Pacifico si militarizza. Il conflitto, che ha una sua solida base nei contrasti di natura commerciale, negli ultimi mesi si è focalizzato sulla gestione dell’emergenza sanitaria e sulla questione dei diritti umani, soprattutto per quanto riguarda la situazione del Tibet, di Hong Kong e dello Xinjiang, dove vive la minoranza degli Uiguri.

Washington ha inoltre espresso preoccupazione per il fenomeno della militarizzazione del Mar Cinese Meridionale, dove Pechino sta progressivamente allestendo basi militari su isole artificiali e barriere coralline. Ma anche gli Stati Uniti stanno puntellando e rafforzando il loro posizionamento: l’ultima iniziativa in tal senso è stata l’allargamento della pista di atterraggio della loro base nell’isola di Wake, che si trova nel Pacifico, a circa 3.000 miglia dalle coste cinesi, a metà strada fra le Hawaii e Guam. Una posizione ritenuta strategica, sia in termini offesivi sia come distanza di sicurezza rispetto a un’eventuale iniziativa ostile. Wake ha peraltro un grande valore simbolico, per la violenta battaglia che fu combattuta contro i giapponesi nel dicembre del 1941. Ovviamente sono in molti coloro che come il veterano Kissinger consigliano la strada della diplomazia, perché le conseguenze di uno scontro sarebbero incalcolabili; in ogni caso, le due potenze rivali si muovono anche nella direzione del rafforzamento militare, forse anche nell’ottica che possa essere utilmente speso nel corso di future trattative.

 

Immagine: Wang Yi (27 gennaio 2016). Crediti: State Department Photo [Public Domain], attraverso www.flickr.com

0