21 febbraio 2020

Germania, dopo la strage di Hanau cresce la preoccupazione per la violenza di estrema destra

La strage di Hanau scuote la Germania per l’elevato numero delle vittime e per la matrice di tipo razzista, che incrina le basi della convivenza e rievoca inevitabilmente i fantasmi del passato. La sera di mercoledì 19 febbraio, intorno alle 22, un attentatore solitario ha attaccato a colpi di arma da fuoco nella zona centrale della cittadina dell’Assia, il Midnight, il Cafè La Votre e l’Arena bar, locali in cui si fuma il narghilè, chiamati comunemente Shisha Bar e frequentati da cittadini di origini turche e dalla comunità curda. Nel corso degli attacchi sono morte nove persone e altre quattro sono rimaste ferite; cinque delle vittime erano cittadini turchi. Il responsabile della strage, che ha agito probabilmente senza il supporto di complici, è stato identificato come Tobias Rathjen, un uomo di 43 anni, originario di Hanau. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Rathjen subito dopo gli attacchi, sarebbe rientrato nella sua abitazione, poco distante dall’Arena bar, avrebbe ucciso l’anziana madre e poi si sarebbe suicidato. I loro corpi senza vita sono stati trovati, poche ore dopo i sanguinosi agguati, dalla polizia, che aveva identificato l’indirizzo dell’attentatore tramite l’automobile che aveva utilizzato nella fuga. Una scritta lasciata vicino ai luoghi della strage, gli appunti ritrovati nell’appartamento e un video postato recentemente su YouTube da Rathjen, fanno emergere con chiarezza la matrice razzista e suprematista dell’azione, volta a colpire gli stranieri presenti in Germania.

 

I fatti di Hanau destano preoccupazione nel mondo politico, tra i cittadini e tra le comunità straniere; Rathjen ha agito da solo, ma episodi simili, ispirati da teorie razziste di estrema destra, si stanno moltiplicando in Germania e in tutta Europa. Giovedì 20 febbraio un muezzin è stato accoltellato nella London Central Mosque, situata nell’area di Regent’s Park, davanti a circa trecento fedeli in preghiera; le motivazioni del gesto sono ancora poco chiare, anche se l’attentatore è stato arrestato subito, dopo essere stato bloccato dalle persone che stavano assistendo alla cerimonia. Nell’attuale clima politico del Regno Unito, decisamente più incline al nazionalismo, alla diffidenza verso gli stranieri e all’isolamento, un gesto dai contorni ancora confusi assume inevitabilmente valore politico o almeno simbolico. Del resto, l’incremento degli atti violenti, spesso legati a teorie razziste, da parte dell’estrema destra in Europa, è un fenomeno in forte incremento negli ultimi anni, che sembra non aver trovato finora una risposta adeguata su un piano culturale e della presa di coscienza collettiva.

 

Immagine: London Central Mosque, Londra, Regno Unito (11 aprile 2010). Crediti: Asim Saleem (Asim18) / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0), attraverso commons.wikimedia.org

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