05 giugno 2017

Gli Stati Uniti annunciano il ritiro dall’accordo di Parigi sul clima

Lo aveva promesso in campagna elettorale e ha mantenuto la parola: «L’accordo di Parigi è trascurabile». Con queste parole il presidente Donald Trump il primo giugno ha comunicato al mondo che gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo di Parigi firmato nel 2015 insieme ad altri 194 Paesi.

Tra gli impegni presi c’era quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 26% entro il 2025 e di contenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2 gradi rispetto ai livelli preinduistriali. Obiettivi che da molti scienziati e attivisti erano stati giudicati addirittura poco ambiziosi, ma che erano riusciti a mettere d’accordo quasi tutte le nazioni del globo. Ma ora che gli Stati Uniti, il Paese che emette più anidride carbonica al mondo, si sono smarcati dagli impegni presi, trovandosi insieme a Siria e Nicaragua tra le uniche tre nazioni che non aderiscono agli accordi sul clima di Parigi, c’è chi teme che altri possano seguire il loro esempio.

Il tycoon, nel corso della conferenza stampa nel giardino delle rose, ha spiegato con fermezza le motivazioni di questa scelta, che a suo dire annulla un accordo poco efficace: «Anche se l’accordo climatico venisse implementato si stimerebbe una riduzione di temperatura di solo due decimi di grado entro l’anno 2100» e questo risulterebbe poco conveniente per gli Stati Uniti. L’accordo negoziato da Obama – ha spiegato Trump – imporrebbe costi per gli americani che andrebbero a ricadere sull’economia e sull’occupazione, mentre strappa impegni insignificanti da altri Paesi, come la Cina.

“America first”, quindi, come più volte annunciato in campagna elettorale, ma attenzione, perché l’iter per il ritiro completo dagli accordi parigini durerà quattro anni e questo significa che la decisione finale la prenderanno gli americani con la loro scelta nelle prossime elezioni del 2020.

Intanto Trump ha annunciato che ha intenzione di negoziare un nuovo accordo sul clima, avvertendo però che se si arriverà a un trattato conveniente per gli Stati Uniti lui lo firmerà, altrimenti, pazienza.

 


0