20 giugno 2018

I numeri dei rifugiati

Il rifugiato è colui «che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra» (Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati).

 

A partire dal 2001, in occasione dei 50 anni dalla Convenzione di Ginevra del 1951, il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale del rifugiato, una ricorrenza che assume quest’anno una valenza particolare, proprio a ridosso di un momento di acute tensioni e polemiche – sia tra i Paesi europei sia all’interno dell’Italia – legate al flusso di migranti in arrivo al termine del loro ‘viaggio della speranza’. La percezione diffusa nel nostro Paese, a volte alimentata da una lettura ‘a tesi’ dei dati, è che ci sia una vera e propria ‘emergenza rifugiati’, e il fenomeno viene spesso descritto con il termine ‘invasione’: i numeri che si tendono ad associare a questo tema, sicuramente centrale e drammatico nella realtà contemporanea, sono però spesso assai distanti da quelli reali.

Va chiarito che i rifugiati sono coloro ai quali è stato riconosciuto il diritto alla protezione internazionale, quindi non sono tutti gli stranieri presenti nel territorio: ma, secondo i dati disponibili, nel 2017 i rifugiati in Italia erano circa 140.000 (per dare un’idea, riuscirebbero a riempire a mala pena la metà del Circo Massimo a Roma), ovvero 2,4 ogni 1000 abitanti. Cifre che difficilmente si riesce ad associare all’idea di emergenza (in Germania ci sono 8,1 rifugiati ogni 1000 residenti, a Cipro 10 ogni 1000, in Svezia 23,4 ogni 1000 residenti); Malta, oggetto di critiche e polemiche relativamente alla recente vicenda dell’Aquarius, viene subito dopo la Svezia con 18,3 rifugiati ogni 1000 abitanti.

Nel 2017 su 81.527 domande presentate ne sono state accolte 33.873, circa il 40% (chi riceve una risposta negativa può però fare ricorso e in media il 50% dei ricorrenti ottiene risposta positiva); sono state presentate dunque 10.000 domande in meno rispetto all’anno precedente. Al 31 dicembre 2017 sono stati inoltre trasferiti dall’Italia a un altro Stato membro (soprattutto in Germania) 11.464 richiedenti, secondo il programma di relocation avviato nel 2015 per sostenere Italia e Grecia. Gli sbarchi in Italia nel 2017 hanno poi registrato un calo del 34% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto ai discussi accordi con la Libia (circa 120.000 migranti rispetto agli oltre 181.000 dell’anno precedente). Un dato che rimane però sempre eccessivo è quello dei morti in mare: una media di circa 10 morti al giorno per il 2017.

 

Crediti immagine: da Christian Michelides [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons


0