11 marzo 2020

L’orgoglio di essere cittadini

Come scrive Dante nella Divina Commedia si può essere cittadini illustri non solo perché di origini illustri, ma perché nei momenti difficili si è dimostrato di vivere in modo illustre. Questo breve richiamo può essere utile ad interpretare nel modo migliore l’emergenza che abbiamo di fronte – quella del Coronavirus –, mostrando di saper essere una comunità di cittadini coesi, consapevoli, responsabili, illustri. Una comunità orgogliosa di saper affrontare nel modo migliore un’emergenza e di interpretare le norme nel rispetto del bene comune.

In questi giorni, sul portale Treccani, abbiamo pubblicato un articolo di un giovane ricercatore cinese che ci spiegava alcune delle scelte fatte dal loro Paese per affrontare l’epidemia di Coronavirus. Nel suo intervento sottolineava, in particolare, l’importanza avuta dalla partecipazione di tutti i cittadini nelle scelte adottate. Oggi, per fortuna, in Cina, il Coronavirus non segna più morti e, gradualmente e con molte attenzioni, ci si avvia verso una vita normale.

Siamo convinti che anche nel nostro Paese riusciremo a seguire un percorso virtuoso che ci consenta di uscire da questa terribile emergenza.

Le scelte che il governo ha adottato sono le necessarie e opportune scelte di prevenzione della diffusione del contagio. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte del giorno 9 marzo 2020 ha esteso i provvedimenti urgenti per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 all’intero territorio nazionale.

Sono stati vietati tutte le forme di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico e tutti gli eventi e manifestazioni sportive, salvo quelli organizzati da organismi sportivi internazionali che potranno svolgersi a porte chiuse.

Il decreto ha effetto dal 10 marzo fino al 3 aprile 2020. Conseguentemente, anche i servizi educativi per l’infanzia, le attività didattiche in presenza nelle scuole e la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiori rimangono sospese fino al 3 aprile.

A queste norme si deve aggiungere un lavoro continuo di sensibilizzazione – è quello che cerchiamo anche noi di fare – di tutti i cittadini nella consapevolezza della gravità dell’epidemia e nella necessità di avere, da parte di tutti, un forte senso di responsabilità e di rispetto che crei un ciclo virtuoso di autoprotezione.

In questo momento è opportuno restare a casa. Questa scelta è sicuramente una delle attenzioni di maggiore efficacia nella prevenzione del Coronavirus. Restare a casa è una scelta di rispetto: significa evitare di esporre sé stessi e gli altri a un contagio che sta già mettendo a dura prova il sistema sanitario in alcune zone d’Italia; significa aver rispetto dei ceti più vulnerabili, significa essere solidali verso i più deboli. Ma in questo momento dobbiamo avere cura di noi stessi e degli altri.

Restare a casa è una scelta responsabile: significa fare la propria parte in un momento difficile. Tuttavia, siamo consapevoli che restare a casa, vedersi privati della libertà di movimento, è anche un sacrificio che espone molti a conseguenze difficili: non solo economiche, per chi perde opportunità di lavoro, ma anche psicologiche, per chi si trova costretto alla solitudine o alla convivenza forzata.

Dobbiamo vivere queste scelte con partecipazione, senza allarmismi. Mostriamo che siamo un grande Paese e una comunità coesa. Nelle nostre case ogni nostro atto responsabile sarà un momento di formazione civica rivolto ai nostri figli, i cittadini del prossimo futuro.

 

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Immagine: La Galleria Vittorio Emanuele a Milano (3 marzo 2019). Crediti: larlui64 / Shutterstock.com

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