11 gennaio 2018

La Cina e la sfida dell’intelligenza artificiale

Il cambiamento di rotta sugli investimenti all’estero è stato annunciato dalle autorità cinesi senza troppa enfasi ma si è concretizzato subito in scelte decise; i sogni di gloria nel ‘futile’ mondo del calcio e del cinema ne escono ridimensionati, ma le ambizioni del colosso asiatico, dei suoi dirigenti e dei suoi imprenditori, diversamente orientate, sono forse maggiori che in passato. Da un lato, lo sviluppo passa, secondo le nuove indicazioni, attraverso infrastrutture (porti, strade, linee ferroviarie) che possano legare la Cina al resto dell’Asia, all’Europa e all’Africa facilitando il commercio.

La priorità appare però l’investimento di risorse nel campo delle tecnologie più avanzate, in particolare nel settore dell’intelligenza artificiale. Si tratta di una scelta strategica, in grado di incentivare la crescita economica complessiva e, con sue ricadute nel campo militare e della sicurezza, di favorire la stabilità interna e il ruolo di potenza globale sulla scena internazionale. Il giro di affari è potenzialmente enorme; la Cina è già molto avanti in campi come la guida automatizzata, i droni, il riconoscimento vocale e facciale, gli elettrodomestici intelligenti, e prevede in poco più di un decennio di raggiungere un giro d’affari di 1,48 trilioni di dollari.

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è favorito in Cina dalla possibilità di attingere a una grande quantità di dati, dall’intervento statale, dalla presenza di imprenditori capaci e di ingenti capitali anche esteri. Con il sostegno del ministero della Scienza e della tecnologia grandi aziende come Baidu, Alibaba, Tencent e iFLYTEK svilupperanno i settori della guida automatica, del trasporto urbano, della medicina, del riconoscimento vocale e facciale. Nel distretto di Mentougou, a ovest di Pechino, sarà inoltre costruito un Centro ricerche per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale con un investimento di 13,8 miliardi di yuan, cifra pari 2,1 miliardi di dollari. Secondo le previsioni di molti esperti, i piani di sviluppo in settori tecnologici avanzati come l’intelligenza artificiale possono portare la Cina a competere con gli Stati Uniti e a raggiungere la supremazia in alcuni comparti. Uno scenario che ricorda per alcuni aspetti la guerra fredda, quando la conquista dello spazio diventò terreno di confronto fra Stati Uniti e Unione Sovietica. Una sfida che l’amministrazione Trump segue con attenzione e preoccupazione, anche per i risvolti militari di queste innovazioni.


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