29 ottobre 2013

La relazione fra i pirati e Al Shabaab

di Barbara Maria Vaccani

Secondo un articolo del New York Times pubblicato il 22 ottobre la minaccia rappresentata dalla pirateria somala sarebbe ormai in calo. Una buona notizia per la sicurezza dei mari e del commercio internazionale. Quello che però sorprende è la causa che ha portato alla diminuzione dell’attività dei pirati al largo delle coste della Somalia: non sono state le missioni internazionali di pattugliamento dei mari, ma Al Shabaab, il gruppo militante jihadista affiliato ad Al Qaeda attivo in Somalia.

La pirateria somala è responsabile del 62% degli attacchi di questo genere su scala mondiale. A vantaggio di questo crimine nell’area vi sono la posizione della Somalia, che si affaccia sul golfo di Aden e sull’Oceano Indiano, rotta del commercio internazionale marittimo che dal canale di Suez si dirige verso l’Estremo Oriente e viceversa, e lo stato di anarchia in cui regna la Somalia. La pirateria somala non è un fenomeno nuovo, ma ha registrato una crescita senza precedenti dal 2008 in poi, tanto da far studiare a Nato ed Unione Europea missioni anti-pirateria.

La Somalia è quello che viene definito uno “Stato fallito”: mancanza di istituzioni statali che funzionino, assenza di controllo del territorio e dell’applicazione delle leggi dello Stato, oltre che di un governo. La situazione è questa più o meno dal 1991, quando il ventennale regime di Siad Barre crollò per mano dei clan rivali. Da allora, in fasi successive e con un grado di violenza variabile, si è instaurata una lotta per il potere fra diverse fazioni che facevano riferimento a clan e signori della guerra locali. Questo soprattutto nel sud del paese, mentre nel nord una maggiore stabilità è stata possibile grazie all’autoproclamazione di indipendenza della repubblica del Somaliland, che seppur non riconosciuta internazionalmente è di fatto un’entità autonoma.

Nel 2006 l’Unione delle Corti Islamiche, che raggruppava appunto le corti di ispirazione islamica preposte a risolvere le controversie a livello locale, riuscì a prendere il potere a Mogadiscio, la capitale del paese, in opposizione alla violenza delle lotte fra i signori della guerra. Il governo dell’Unione delle Corti Islamiche portò effettivamente ad un miglioramento della stabilità del paese, ma l’ispirazione islamica di quest’autorità e la paura di infiltrazioni terroristiche condussero ad un intervento esterno, contro l’Unione delle Corti Islamiche, portato avanti dall’Etiopia con il supporto degli Stati Uniti. L’intervento era finalizzato a riportare il potere nelle mani del governo federale transitorio. Ad oggi, nonostante un accordo di pace firmato nel 2009, un processo negoziale sponsorizzato dalle Nazioni Unite e una missione di peace-keeping operata dall’Unione Africana ( Amisom ), in Somalia mancano ancora sia pace, sia stabilità.

Al Shabaab, che in arabo significa “la gioventù”, è nata tra il 2006 e il 2007 come ala radicale e militante dell’Unione delle Corti Islamiche in reazione all’invasione dell’Etiopia. Obiettivo della lotta di Al Shabaab era combattere l’invasione e il governo federale, ritenuto un governo fantoccio sostenuto, fra gli altri, dagli Stati Uniti. Nel 2008 il gruppo è stato inserito dagli Stati Uniti nella lista delle organizzazioni terroristiche e nel 2012 ha annunciato la propria affiliazione con al-Qaida. Secondo la BBC , il gruppo conta fra i settemila e i novemila militanti e, sebbene abbia perso sia parte del proprio sostegno da parte della popolazione a causa della rigida interpretazione della Sharia (la legge coranica), sia il controllo nelle principali aree urbane del sud del paese, rimane la minaccia principale alla sicurezza del paese (Al Shabaab ha anche rivendicato l’attacco terroristico nel centro commerciale di Westgate, a Nairobi, in Kenya, lo scorso settembre).

La relazione fra la pirateria somala e i militanti di Al Shabaab non è semplice. Dei legami fra i due gruppi sono stati riportati, ma gli obiettivi di pirati e militanti dell’estremismo islamico sono sostanzialmente diversi. La pirateria opera bene in un ambiente con scarsa legalità e controllo statale, ma ha bisogno di una base di stabilità per mantenere la rete di contatti che gli permette di rivendere i carichi rubati o ottenere riscatti per gli equipaggi sequestrati. Negli anni in cui la violenza e la guerriglia in Somalia hanno raggiunto i propri massimi, la pirateria registrava un calo della propria attività. Al Shabaab, da parte sua, ha apertamente dichiarato guerra alla pirateria, perché contraria alla propria interpretazione della Sharia ed è riuscita, nei periodi di maggior forza, ad espellere i pirati dai porti delle città che controllava. Accanto all’incompatibilità del crimine di pirateria con i dettami del gruppo, vi è poi la competizione fra militanti e pirati per l’appropriazione dei profitti derivanti dalla rivendita di merci rubate e dalla gestione delle intermediazioni in trattative di contrabbando o commerci illegali.

Secondo l’autore dell’articolo pubblicato dal New York Times, l’unico punto di contatto fra pirati e militanti dell’estremismo islamico potrebbe essere quello della lotta contro l’Occidente. Per Al Shabaab questo è stato sempre un obiettivo manifesto, per i pirati lo è in funzione delle missioni anti-pirateria portate avanti da Nato ed Unione Europea, operazioni che disturbano l’attività dei pirati. Inoltre, la strategia di queste missioni avrebbe confuso la natura e gli obiettivi della pirateria lanciando una “war on piracy” speculare alla “war on terror”, con il solo risultato di aumentare l’aggressività dei pirati e di spingerne l’attività ancor più in alto mare, allargando così l’area soggetta al rischio di attacchi di pirateria. Se per ora questo tipo di legame è stato solo latente e sporadico, rimane da vedere come si evolverà nel tempo e se, a seconda della maggior forza dell’uno o dell’altro, il gruppo in inferiorità cercherà di sfruttare il proprio rivale e di coltivare un legame funzionale ai propri interessi.

 

Pubblicato in collaborazione con Meridiani Relazioni Internazionali

 


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