05 novembre 2012

La secessione dello Zanzibar

La Tanzania è nata dall’unione, di tipo federale, di due entità un tempo indipendenti, l’arcipelago di Zanzibar e il Tanganica. La fusione, che si rispecchia anche nel nome Tanzania, è imperfetta come tutti i processi similari ed è stata resa più difficile dalle diversità religiose: in maggioranza cristiano il Tanganica, prevalentemente musulmano l’arcipelago di Zanzibar. Le tensioni e le tentazioni separatiste non sono mancate ma si sono molto accentuate negli ultimi anni anche attraverso la presenza di gruppi legati al fondamentalismo islamico. L’UAMSHO (Associazione per la mobilitazione e la propaganda islamica) è un’alleanza che riunisce i maggiori movimenti islamici e sta raccogliendo sempre maggiori consensi soffiando sul fuoco dell’istanza separatista. La minoranza cristiana accusa il movimento di promuovere una vera e propria pulizia etnica e religiosa, spingendo, con violenze e pressioni, i cristiani, molti dei quali sono originari del Tanganica, a ritornare sulla terraferma provocando così la completa islamizzazione dell’area. In effetti nel 2012 sono state bruciate circa quaranta chiese, in attentati a sfondo politico-religioso. Ma il fondamentalismo trae alimento anche dai profondi disagi sociali della popolazione e dalla sfiducia nei partiti politici tradizionali, accusati di corruzione e di spartizione consociativa del potere. Nell’ottobre del 2012 la situazione è precipitata a causa della scomparsa di uno dei leader principali del movimento islamico, lo sceicco Farik Hadi: esponenti dell’UAMSHO hanno esternato sospetti verso le forze di polizia che, nella più benevola delle ipotesi, sono state accusate di inerzia nelle indagini per accertare la verità e ritrovare Hadi. In questo scenario si sono scatenati violenti disordini, soprattutto nel centro storico di Zanzibar e nelle zone di Stone Town, con saccheggi, blocchi stradali e violenti scontri. Una tregua è stata stabilita sulla base dell’impegno delle forze di polizia di concentrarsi nella ricerca del leader scomparso: in ogni caso, sembra che il futuro di Zanzibar, meta turistica molto frequentata, soprattutto dagli italiani, sia molto incerto, legato a questo grande processo di islamizzazione non sempre pacifica dell’Africa orientale.


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