3 luglio 2018

Nuovi equilibri in Europa

di Nicolò Carboni

Il Consiglio europeo che si è appena chiuso, nonostante il tipico linguaggio felpato del documento conclusivo, lascia sul campo vincitori e vinti. Stavolta in modo molto più netto che in passato.

Il governo Italiano, alla sua prima vera uscita europea, era in cerca da un lato di un accordo sulla gestione dei flussi migratori, dall’altro di una affermazione politica della nuova leadership. Francia e Germania, entrambe deboli, seppur per ragioni diverse, volevano tenere insieme almeno il gruppo “di testa” della UE (Berlino, Parigi, Roma e, di risulta, Madrid). Il Gruppo di Visegrád, invece, scommetteva al ribasso. E ha vinto.

Il risultato finale del vertice pare costruito apposta per scontentare tutti: la gestione condivisa dei migranti viene affidata a formule abbastanza nebulose e sufficientemente vaghe da garantire ampio margine di manovra, mentre l’unica vera novità, la creazione di centri d’identificazione nel Nord Africa, è già stata bocciata dai Paesi interessati, a partire da Tunisia e Libia. Il vecchio e mai decollato progetto delle quote obbligatorie appare del tutto archiviato con, in aggiunta, la decisione di non riformare il Trattato di Dublino a maggioranza qualificata (come previsto) ma solo con l’unanimità di tutti i capi di Stato e di governo. Questa decisione segna una vittoria drammatica per l’Austria e i suoi neoalleati del Gruppo di Visegrád, ma – di fatto – sancisce la definitiva rinazionalizzazione delle politiche di asilo e accoglienza che, a questo punto, dovranno essere gestite dai singoli Stati in maniera pressoché solitaria.

Per l’Italia e i Paesi del Mediterraneo si tratta di uno smacco oggettivo che, peraltro, rischia addirittura di non sortire gli effetti sperati: Angela Merkel ha infatti ceduto sul principio di solidarietà per tenere in piedi l’ormai claudicante alleanza con i falchi bavaresi della CSU. Qualora nelle prossime settimane la cancelliera dovesse veder naufragare la sua coalizione, col rischio concreto che la Germania abbracci almeno in parte l’eurocriticismo di Austria, Ungheria e Polonia, la sconfitta dell’Europa classica sarebbe completa.

In ogni caso il Consiglio europeo appena concluso segna un cambio di passo geopolitico di portata pesante, forse addirittura storico: per la prima volta in assoluto la posizione franco-tedesca ha rischiato di non passare, imponendo un compromesso al ribasso molto ben visto dal gruppo danubiano. Macron si è ritrovato solo, con appena il supporto del debole governo di Pedro Sánchez, a dover sciogliere un nodo di Gordio tra le cui trame – negli scorsi mesi – si era mosso con una certa spregiudicatezza. Non è un mistero, infatti, che l’intransigenza di Visegrád sia servita a Francia, Germania e Scandinavia per evitare la questione dei migranti, spesso mettendo in campo misure (come dimostrano i fatti di Bardonecchia e Ventimiglia) se non discutibili quantomeno molto, molto particolari.

In questo quadro il governo italiano si è mosso comportandosi come se condividessimo un interesse strategico con Orbán e soci, ma, in realtà, sperando in un patto (almeno) italo-franco-tedesco sulla gestione dei movimenti primari e secondari. Il tentativo di tenere insieme propaganda e azione però non è riuscito: Angela Merkel era troppo debole per forzare la mano con i suoi riluttanti alleati (interni ed esterni), mentre Macron ha preferito contribuire a scrivere un documento finale che tutelasse, almeno in parte, le priorità francesi.

Dopo questo Consiglio europeo l’Unione si trova più divisa che mai: da nord-est spira un vento sempre più minaccioso, l’ancora tedesca si trova a oscillare pericolosamente verso uno stallo politico dagli esiti imprevedibili e Macron, isolato in Europa e contestato in patria rischia di trasformarsi in un generale senza esercito. Vedremo gli sviluppi dei prossimi mesi, ma, per ora, in Europa si scorgono nubi tempestose.

 

Crediti immagine: EU2017EE Estonian Presidency. Creative Commons. Attribuzione 2.0 Generico

 

 

 


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0