3 luglio 2020

Referendum costituzionale in Russia: ampia vittoria di Putin

Un’ampia maggioranza ha votato ‘sì’ in Russia al referendum sulla revisione costituzionale; un risultato ampiamente previsto, che rappresenta comunque un’importante vittoria per Vladimir Putin, anche per le dimensioni della partecipazione. L’affluenza è stata infatti del 67,88% e il 78,56% dei votanti ha approvano i 206 emendamenti che modificano la costituzione russa in vigore dal 1993, consentendo così ai sostenitori del presidente di affermare che la maggioranza effettiva degli aventi diritto, cioè 57.747.288 elettori su 109.188.907, ha approvato la riforma. Un po’ nascosta nella massa dei cambiamenti sottoposti al voto, anche la possibilità per Vladimir Putin di restare al potere fino al 2036: d’ora in poi il presidente potrà essere eletto solo due volte ma si riparte da zero, i mandati precedenti non verranno considerati.

L’Unione Europea, numerosi osservatori a livello internazionale e l’opposizione interna mettono in dubbio la legittimità democratica del voto. In primo luogo per le modalità in cui è gestita in generale l’informazione nel Paese, e nello specifico per come è stata condotta, dal punto di vista del pluralismo, questa campagna elettorale; sono stati inoltre segnalati numerosi casi di voto forzato, di violazione della segretezza, di doppio voto, di rottura del silenzio elettorale con la diffusione di risultati mentre in alcune zone i seggi erano ancora aperti.

 

Quantomeno singolari le modalità con cui il voto è stato incoraggiato: con la motivazione dell’emergenza sanitaria, la possibilità di esprimersi è stata estesa nel tempo (si è potuto votare per un’intera settimana, dal 25 giugno al 1° luglio) e nello spazio, con seggi mobili, collocati per strada o nei posti di lavoro. In alcune città, per incoraggiare la partecipazione, il voto è stato abbinato a una specie di lotteria, per cui venivano distribuiti dei certificati, che consentivano di vincere diversi premi, sconti nei supermercati, ma anche automobili e appartamenti. Un altro aspetto da non sottovalutare è che i cittadini dovevano aderire in blocco a tutti gli emendamenti costituzionali, votando semplicemente sì o no a tutto il progetto di riforma.

 

La questione della possibilità per Putin di ricandidarsi è stata accompagnata da una serie di provvedimenti, alcuni di carattere sociale, che comunque andavano incontro agli orientamenti della popolazione: corrispondenza delle retribuzioni almeno alla sussistenza, adeguamento ogni anno delle pensioni al costo della vita, salvaguardia della lingua russa, matrimonio esclusivamente come unione di un uomo e di una donna. A questi emendamenti, alcuni dei quali molto popolari, sono stati associati cambiamenti istituzionali importanti come il rafforzamento del potere del presidente e la superiorità della legge russa sui trattati e la legislazione internazionale. In sostanza, una buona miscela di populismo e di nazionalismo, di stato forte e di valori tradizionali; Putin si rafforza, nonostante a Mosca e in alcune zone il suo successo sia stato meno netto rispetto al resto del Paese. La democrazia russa appare invece più debole e assume connotati più cesaristi e plebiscitari.

 
Immagine: Vladimir Putin si rivolge ai cittadini russi (20 giugno 2020). Crediti:  http://en.kremlin.ru/events

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