24 maggio 2017

Rivelazioni alla Russia, bufera su Trump

Informazioni top secret rivelate dal presidente degli Stati Uniti in persona, Donald Trump, nel corso di un incontro con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Non è l'ennesimo colpo di scena di House of Cards, ma lo scoop giornalistico con cui il Washington Post sta facendo tremare la Casa Bianca.

Il presidente Trump, nel corso di un lungo e amichevole colloquio della scorsa settimana con Lavrov e l’ambasciatore Sergey Kislyak, si sarebbe lasciato scappare qualche frase di troppo, «discostandosi dalla traccia che doveva seguire». Tra i dettagli rivelati, si legge tra le pagine del prestigioso quotidiano, ci sarebbero informazioni su una presunta minaccia di attentati dell’Isis, che avrebbe intenzione di colpire ancora, utilizzando dei computer portatili a bordo di aerei di linea. E in effetti, proprio per fronteggiare questa particolare allerta, gli Stati Uniti hanno recentemente vietato di portare in cabina laptop e tablet su tutti i voli provenienti da dieci dei principali aeroporti del Medio Oriente.

Trump si sarebbe quindi vantato con Lavrov dell’efficienza dell’intelligence statunitense, lasciandosi sfuggire qualche dettaglio di troppo sulla vicenda. E la notizia pubblicata dal Washington Post arriverebbe da fonti molto attendibili, per l’esattezza funzionari attuali e del recente passato, quindi sia dell’amministrazione Trump che di quella di Obama. La riposta del presidente degli Stati Uniti alla breaking news è arrivata ancora una volta attraverso il suo canale preferito, Twitter, con poche e provocanti parole, in perfetto stile Trump: «È tutto vero, e allora?». Una reazione arrivata insieme ai tentativi di smentita della Casa Bianca e al consueto messaggio di appoggio del presidente russo Vladimir Putin, che ha smentito tutto, dichiarandosi «pronto a pubblicare le trascrizioni integrali dell’incontro tra Trump e Lavrov» per dimostrarlo. Adesso sono due le strade che si aprono per il President: si sgonfierà ancora una volta tutto, o sarà “impeachment” come nel Watergate del ’72.

 


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