17 giugno 2020

Scontri armati al confine tra Cina e India

Lo scontro a fuoco tra l’esercito indiano e quello cinese che si è verificato nella notte fra lunedì 15 e martedì 16 giugno, nella zona di confine del Ladakh, sta alimentando la grave tensione già esistente fra i due Paesi. Dal 1975 non ci sono state vittime sul confine conteso, anche se le dispute territoriali non sono affatto risolte e accuse di violazioni sono state frequenti. I due eserciti si sono fronteggiati per decenni, con tensioni e polemiche, senza che il confronto degenerasse in aperto conflitto armato. Questa volta, a causa dello scontro a fuoco, hanno perso la vita venti militari indiani; tre di loro sono morti sul colpo, gli altri diciassette in seguito alle ferite riportate, aggravate dalla difficile situazione climatica. C’è incertezza invece sulle vittime cinesi, che non sono state confermate ufficialmente, ma sono state segnalate sia da fonti indiane sia da fonti cinesi. Secondo alcune ricostruzioni, lo scontro sarebbe scoppiato mentre alcuni reparti indiani accompagnavano nella Valle del Galwan, militari cinesi verso posizioni concordate tra i due comandi; un malinteso o uno sconfinamento indiano avrebbero provocato il precipitare della situazione.

 

Alla base, ci sono contenziosi relativi a confini incerti o comunque non condivisi, ereditati dal colonialismo britannico; una situazione precipitata in uno scontro aperto nel 1962, che si risolse a vantaggio dei cinesi con alcune acquisizioni territoriali. Da allora la questione non ha trovato una soluzione condivisa e ha provocato spesso tensioni fra i due Paesi benché questa zona himalaiana sia quasi disabitata a causa della conformazione del territorio e del clima. Per la Cina l’area riveste interesse strategico come territorio di collegamento con il Tibet; per l’India si tratta in parte di una questione di principio e di prestigio.

 

Il contrasto però è alimentato anche da cause più profonde di natura geopolitica. Nonostante i rapporti commerciali negli ultimi anni si siano intensificati, i due Paesi sono divisi da ambizioni egemoniche nell’area e da interessi; inoltre la Cina ha sviluppato negli anni un forte legame con il Pakistan, i cui rapporti con Nuova Delhi sono stati e rimangono tesi, mentre l’India si sta avvicinando progressivamente agli Stati Uniti.  La natura di questi contrasti però non sembra tale da favorire un’escalation ulteriore; nonostante la gravità dell’accaduto, ci sono fondati motivi per sperare che, assecondando gli auspici della comunità internazionale, la crisi evolva dentro uno scenario diplomatico. Una soluzione favorita anche da altre considerazioni: l’India si trova in piena emergenza sanitaria, con oltre trecentocinquantamila casi di Covid-19 e quasi dodicimila vittime accertate mentre la Cina, che è uscita dalla fase acuta, si confronta con nuovi casi di contagio a Pechino.

 

Immagine: Chinese side of the Indo-China border. Crediti: Shayon Ghosh 20071122_MG_3271 Nathu La/ Flickr.com

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