17 aprile 2020

Scuse all’Italia: l’UE prova a ricompattarsi

 

Ursula von der Leyen ha chiesto scusa all’Italia nel corso del suo intervento di giovedì 16 aprile al Parlamento europeo e ha riconosciuto i limiti dell’Unione Europea (UE) nella gestione della crisi sanitaria. Quando allo scoppio della pandemia l’Italia ha avuto bisogno d’aiuto «molti erano assenti»; questa è stata l’esplicita ammissione della presidente della Commissione Europea. La situazione si è evoluta nelle ultime settimane anche a causa della forte espansione del Covid-19 nella maggior parte dei Paesi europei e von der Leyen è convinta che adesso la rotta sia cambiata e che la consapevolezza sulla gravità della situazione sia condivisa da tutti. Nel suo intervento ha citato numerosi casi di solidarietà verso l’Italia da parte dei Paesi europei, come l’invio di attrezzature e di personale qualificato.

Se però è chiaro che l’Europa deve impegnarsi in una gestione unitaria e solidale, non c’è ancora accordo sugli strumenti soprattutto per affrontare le conseguenze economiche dell’epidemia. La presidente si è detta convinta che il bilancio pluriennale europeo sarà la guida della ripresa; si tratta di uno strumento già utilizzato in passato, ma, secondo alcuni Paesi, potrebbe non essere sufficiente alle dimensioni della crisi che si preannuncia nei prossimi mesi. Italia, Spagna, Francia e Portogallo hanno ribadito che servono emissioni comuni di titoli, una soluzione che ha suscitato perplessità in alcuni governi, in particolare gli esecutivi della Germania e dell’Olanda.

I toni anche grazie all’intervento della presidente della Commissione si sono ammorbiditi, ma i problemi restano sul tappeto. Il presidente francese Emmanuel Macron è convinto che questa partita sia essenziale per il futuro del progetto europeo e paventa che con il prevalere degli egoismi nazionali si assisterebbe a una diffusa deriva populista in tutto il continente. Nella difficile ricerca di soluzioni condivise, i leader europei stanno comunque tentando di utilizzare il linguaggio della condivisione e della solidarietà e di creare un clima favorevole ad azioni comuni; in modo più o meno velato, sono state fatte delle critiche alla decisione di Donald Trump che ha deciso di sospendere i finanziamenti all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), proprio nel pieno della pandemia. Al di là del merito delle recriminazioni avanzate da Trump sulla gestione da parte dell’OMS, il suo gesto non è certo un messaggio di distensione fra i Paesi e di collaborazione contro un nemico comune; Angela Merkel anche nel corso della videoconferenza dei capi di Stato del G7 di giovedì 16, in cui si è parlato della questione del debito dei Paesi più poveri, ha sottolineato che il Covid-19 può essere sconfitto soltanto  attraverso la coordinazione a livello internazionale e ha espresso pieno sostegno all’OMS.

 

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Immagine: Ursula von der Leyen (9 maggio 2019). Crediti: Olaf Kosinsky / CC BY-SA 3.0 DE (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en), attraverso commons.wikimedia.org

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