3 febbraio 2020

Si diffonde il contagio da Coronavirus, ma aumentano le guarigioni

Il contagio da Coronavirus continua a diffondersi, ma non con la velocità che alcuni esperti temevano; secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il rischio è finora considerato “molto elevato” soltanto in Cina, mentre a livello globale è considerato “elevato”. Rispetto ad altri virus simili, l’epidemia si sta diffondendo a livello globale a un ritmo relativamente più lento. Le possibilità di contagio entrando in contatto con i malati sono probabilmente minori rispetto a una normale influenza; si tratta di un contagio ovviamente rischioso, ma la percentuale dei decessi sul numero dei casi si aggira intorno al 2%, quindi relativamente non molto alta. L’epidemia, secondo gli esperti, continuerà comunque a diffondersi anche fuori dalla Cina ed è necessario affrontarla come un’emergenza sanitaria globale. Le misure di prevenzione che sono state messe in atto, peraltro, dovrebbero avere nel medio periodo un effetto frenante sulla diffusione del Coronavirus.

Il numero totale delle persone contagiate è arrivato, nella mattinata di lunedì 3 febbraio, a 17.389 di cui 17.206 in Cina. Le altre persone ammalate si trovano principalmente in Paesi asiatici come il Giappone (20), la Thailandia (19), Singapore (18), Hong Kong (15), la Corea del Sud (15).  In Europa sono stati riscontrati finora dieci casi in Germania, sei in Francia, due nel Regno Unito e in Italia, uno in Spagna, in Svezia e in Finlandia. Undici i casi rilevati negli Stati Uniti e dodici in Australia.  I decessi sono stati finora 362, tra cui un cittadino cinese morto nelle Filippine. Iniziano però a registrarsi anche numerose guarigioni, con persone che vengono dimesse dagli ospedali; il loro numero è arrivato a 487.

Le severe misure che sono state prese in Cina e nel mondo con la riduzione drastica degli spostamenti e i controlli sanitari negli aeroporti possono ridurre l’impatto del contagio; naturalmente le autorità sanitarie raccomandano di evitare il panico e soprattutto manifestazioni di xenofobia nei confronti di cittadini cinesi che vivono all’estero.

Per quanto riguarda le possibilità di contrastare la malattia, va segnalato che il coronavirus è stato isolato anche all’ospedale Spallanzani di Roma. L’isolamento virale permette di sequenziare il virus e può consentire il confronto con i ceppi già isolati in Cina, in Australia e presso l’Istituto Pasteur in Francia per valutare eventuali mutazioni. L’isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici e identificare eventuali possibilità di vaccino.

 

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Immagine: Passeggeri della metropolitana di Shanghai, Cina, che indossano le maschere chirurgiche in seguito alla diffusione del nuovo tipo di infezione da Coronavirus (20 gennaio 2020). Crediti: Robert Wei / Shutterstock.com

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