15 aprile 2019

Verso le elezioni europee. La galassia della sinistra

di Matteo Miglietta

Ormai manca poco più di un mese alle elezioni europee, e anche se i sondaggi indicano che il prossimo Parlamento europeo avrà un baricentro spostato molto più a destra grazie all’avanzata dei cosiddetti “sovranisti”, c’è una galassia di formazioni politiche di sinistra che si presenta ai seggi più agguerrita che mai. Il gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL) attualmente conta 52 membri all’interno dell’emiciclo, tanti quanti i Verdi e più dei 41 del gruppo EFDD (Europa della libertà e della democrazia diretta), di cui fanno parte il Movimento 5 stelle e il britannico Ukip, o dei 37 dell’ENF (Europa delle nazioni e delle libertà), in cui militano la Lega e il Rassemblement National di Marine Le Pen. Non una forza marginale, quindi, che le proiezioni elaborate dal Parlamento europeo vedono attestarsi a 49 seggi, in recupero dai 45 di gennaio, ma non ancora ai livelli registrati un anno fa, quando i sondaggi la davano in crescita fino a 56 seggi.

 

I nomi della sinistra europea e gli outsider

Già nel 2014 il gruppo della sinistra aveva portato avanti una campagna elettorale davvero transnazionale. Candidato alla presidenza della Commissione europea era l’allora leader del partito greco Syriza, Alexis Tsipras, poi diventato nel 2015 primo ministro della Repubblica ellenica. A differenza di altri Spitzenkandidat, la sua candidatura era forse l’unica davvero chiara agli occhi degli elettori italiani, visto che il suo nome era parte integrante di quello della lista a suo sostegno: L’altra Europa con Tsipras.

Grazie al 4,04% ottenuto, la consultazione del 2014 portò all’elezione di tre eurodeputati italiani: Curzio Maltese, Barbara Spinelli ed Eleonora Forenza. Il terzetto entrò quindi a far parte del gruppo GUE/NGL, che contiene i partiti della sinistra europea, da Podemos in Spagna a Sinn Fein in Irlanda, dalla France insoumise in Francia a Die Linke in Germania.

Per questa tornata la sinistra ha deciso di puntare su due candidati poco noti a livello internazionale: la slovena Violeta Tomić, 56 anni, e il belga Nico Cué, 62 anni.

Tomić è nata a Sarajevo e si è trasferita a sette anni insieme alla madre in Slovenia, dove si è laureata all’Accademia di teatro, radio, film e televisione di Lubiana. Al suo attivo ha diversi spettacoli in teatro e in televisione, dove per tre anni ha condotto anche un quiz. Al fianco della sua carriera nello spettacolo, Tomić ha cominciato il suo attivismo politico a livello nazionale diventando prima rappresentante sindacale degli artisti liberi professionisti in Slovenia, e poi, nel 2014, entrando a far parte del Parlamento nazionale.

L’altro Spitzenkandidat della sinistra, Nico Cué, non ha terminato la scuola superiore, viene dal mondo sindacale, è stato per 12 anni il segretario generale dei lavoratori siderurgici nel sindacato FGBT (Fédération Générale du Travail de Belgique), e da quest’anno è prepensionato.

Ma il vero nome forte che rischia d’intaccare il risultato elettorale della sinistra europea è quello dell’ex ministro delle Finanze greco Gianis Varoufakis. L’ex membro di Syriza (che ha abbandonato nel 2015 dopo il celebre referendum sulle misure di austerità) ha infatti deciso di fare una mossa tanto azzardata quanto simbolicamente significativa: presentarsi in Germania come capolista e candidato alla presidenza della Commissione UE per il suo movimento DiEM25. Varoufakis ha detto che la sua sarà una corsa contro la sinistra europea, che non è «unita, coerente e civilizzata»

 

La corsa dei partiti italiani

Per quanto riguarda l’Italia, il cammino verso le europee non ha mancato di creare avvicinamenti e ulteriori divisioni nella galassia di partiti che compongono la sinistra. Questo processo ha portato alla creazione di una lista unitaria dal nome inequivocabile, La sinistra, di cui fanno parte Sinistra italiana, Rifondazione comunista, L’altra Europa con Tsipras, Partito del Sud, Convergenza socialista, e transform! Italia. Spicca l’assenza nel gruppo di Potere al Popolo (PaP), la lista nata dagli attivisti del centro sociale napoletano Je so’ pazz, che aveva ottenuto un discreto risultato alle elezioni politiche dello scorso anno (1,1%). Un altro nome di peso che non ha aderito alla nuova lista è il sindaco di Napoli ed ex eurodeputato dell’Italia dei valori Luigi De Magistris (all’epoca apparteneva al gruppo dei liberali ALDE), indicato da molti come possibile federatore dei movimenti a sinistra della lista del PD.

Si candida invece con La sinistra Eleonora Forenza, europarlamentare uscente che aveva sposato la proposta di PaP in vista delle elezioni italiane del marzo 2018, salvo poi staccarsi nell’ottobre scorso insieme agli altri esponenti di Rifondazione comunista. I temi su cui punterà La sinistra nella sua campagna elettorale saranno l’opposizione al liberismo sfrenato e alle politiche di austerità, ai sovranismi e ai neofascismi in Europa, ma anche la difesa dei diritti delle donne, delle minoranze e del principio di solidarietà verso gli immigrati. La stessa Forenza nel giugno 2018 era salita a bordo della nave Astral della ONG Proactiva Open Arms insieme ad altri tre europarlamentari per raccontare in prima persona il lavoro svolto dai volontari nel Mediterraneo. «Noi siamo e rivendichiamo di essere quelle e quelli dei porti aperti. Il governo italiano è quello che utilizza la parola “solidarietà” come richiesta da fare all’Europa per fermare i migranti; noi siamo invece solidali con i 49 richiedenti asilo della Mare Jonio, criminalizzati da Salvini e dal M5s», ha rivendicato Forenza durante la conferenza stampa di presentazione della nuova lista.

 

 

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Galleria immagini

 

Immagine di copertina: Nico Cué al Congresso del partito tedesco Die Linke a Bonn, Germania (22 e il 23 febbraio 2019). Crediti: Ferran Cornellà [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso commons.wikimedia.org

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