8 marzo 2018

Xi Jinping senza limite di mandati

L’Assemblea nazionale del popolo riunita a Pechino a partire dal 5 marzo è chiamata a ratificare le indicazioni scaturite dal XIX Congresso del Partito comunista cinese, svoltosi nell’ottobre del 2017, in cui sono state definite, secondo le indicazioni di Xi Jinping, le prospettive del socialismo con caratteristiche cinesi, prefigurando il percorso di sviluppo economico e sociale del cosiddetto “sogno cinese”.

Pochi giorni prima dell’inizio dei lavori dell’assemblea, il Comitato centrale del partito ha proposto delle modifiche della Costituzione che consentirebbero al presidente della Repubblica popolare cinese di superare il limite dei due mandati (dieci anni in totale) che era stato introdotto nel 1982, come reazione agli eccessi della Rivoluzione culturale, imputati all’indiscussa autorità di Mao Tse-tung. La più alta carica dello Stato è appannaggio proprio di Xi Jinping, che esercita contemporaneamente il ruolo di segretario del partito. Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese dal 14 marzo 2013, potrebbe cogliere l’occasione per rafforzare il proprio potere e prolungare così il proprio mandato fino al 2028 e anche oltre.

L’Assemblea nazionale del popolo, una sorta di parlamento che si riunisce solo una volta l’anno, dovrebbe prossimamente ratificare altre modifiche della Costituzione, come l’introduzione del pensiero di Xi Jinping a fianco del marxismo, del maoismo e delle teorie di Deng Xiaoping come base ideologica, la creazione di una commissione di supervisione degli organi dello Stato con il compito di combattere la corruzione e l’introduzione del giuramento di fedeltà alla Costituzione per i funzionari pubblici. Una serie di modifiche, le prime dopo quindici anni, che sanciscono il controllo di Xi sul partito e sullo Stato.

Secondo la maggior parte degli osservatori, i cambiamenti ‘suggeriti’ dal partito saranno senz’altro approvati dall’assemblea. È possibile però che si levino delle voci di dissenso, come è successo altre volte in passato. L’intellettuale cinese Li Datong, dopo le deliberazioni in merito del Comitato centrale, ha scritto una lettera aperta ai deputati che partecipano all’Assembla nazionale del popolo perché respingano la proposta, mantenendo il limite dei due mandati, saggiamente previsto da Deng Xiaoping. La vittoria di Xi Jinping potrebbe essere meno assoluta del previsto.


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