29 novembre 2018

Al G20 di Buenos Aires occhi puntati su Stati Uniti e Cina

Prenderà il via a Buenos Aires venerdì 30 novembre il tredicesimo G20, il vertice che riunisce i leader delle diciannove principali economie mondiali oltre a una rappresentanza dell’Unione Europea; nato nel 1999 come punto di incontro dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali per sviluppare politiche globali, tenendo conto anche degli sviluppi delle economie emergenti, dal 2008 – in seguito alla gravissima crisi finanziaria – si è ritenuto che fosse cruciale che al summit partecipassero i capi di governo e di Stato, per dare maggiore rilevanza ed efficacia alle trattative. Buenos Aires dunque sta per diventare un’arena nella quale convergeranno e si fronteggeranno interessi e strategie sui quali trovare un dialogo non sarà facile. I riflettori sono puntati soprattutto sulla guerra commerciale in corso tra Cina e Stati Uniti, le cui ripercussioni sull’economia mondiale possono essere molto gravi; secondo la valutazione dell’OECD (Organization for Economic Cooperation and Development) potrebbe generare una flessione della crescita globale dello 0,8% nel 2021, e le conseguenze potrebbero rivelarsi ancora più serie con l’entrata in vigore del previsto aumento dei dazi doganali sulle merci cinesi da parte degli Stati Uniti dal prossimo 1° gennaio.

L’atteso incontro bilaterale tra Donald Trump e Xi Jinping si svolgerà dunque in un clima reso particolarmente teso dalle accuse statunitensi alla Cina di attuare pratiche commerciali sleali e distorsive. Xi Jinping dal canto suo tenterà di sfruttare il vertice per cercare alleanze in favore di politiche di liberalizzazione commerciale in contrapposizione al protezionismo sempre più accentuato di Trump. E Larry Kudlow, consigliere economico di Trump, si è dichiarato scettico su un possibile esito soddisfacente dell’incontro tra i due leader.

 

Crediti immagine: ND700 / shutterstock.com

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