18 ottobre 2019

Accordo tra il governo di Boris Johnson e l’Unione Europea sulla Brexit

In extremis, dopo una trattativa che si è protratta a Bruxelles per tutta la notte tra il 16 e il 17 ottobre, una proposta di accordo sulla Brexit è stata accettata sia dal governo del Regno Unito sia dall’Unione Europea. Un difficile compromesso che si basa sul superamento del meccanismo del backstop che prevedeva una permanenza indefinita, fino a una nuova intesa, dell’Irlanda del Nord e di fatto di tutto il Regno Unito nell’unione doganale europea. Al tempo stesso si è evitato di ristabilire una frontiera “dura” al confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, rispettando quindi l’accordo di pace del Venerdì Santo. Infine, si è stabilito che l’Irlanda del Nord resti parte del territorio doganale britannico. Questo difficile equilibrio dovrebbe essere garantito da un comitato congiunto che deciderà su quali prodotti applicare i dazi previsti dall’unione doganale europea. Con questo meccanismo, che appare una concessione che il governo del Regno Unito ha ottenuto dall’Unione Europea, solo una parte dell’economia dell’Irlanda del Nord, sostanzialmente il settore l’agroalimentare, resterà agganciata all’unione doganale. Peraltro il Parlamento dell’Ulster potrà esprimersi ogni quattro anni sulla persistenza di queste regole. Queste condizioni, se sono state accolte favorevolmente a Dublino, non hanno però soddisfatto il DUP (Democratic Unionist Party) che ha comunicato attraverso le parole della propria leader, Arlene Foster, di non poter accettare l’accordo. Una posizione che potrebbe far saltare l’intesa appena raggiunta, che deve essere sottoposta al voto del Parlamento britannico e delle istituzioni europee. Un passaggio non facile, perché oltre al DUP, con motivazioni diverse, si sono espressi negativamente nazionalisti scozzesi, laburisti e liberali. L’accordo verrà proposto sabato mattina al voto della Camera dei Comuni, con un esito che è difficile prevedere.

Nonostante la grande incertezze, la notizia di un possibile Brexit Deal ha rivalutato nettamente la sterlina rispetto all’euro e fatto registrare indici positivi a tutte le Borse europee.

 

Immagine: Arlene Foster (23 giugno 2013). Crediti: Richter Frank-Jurgen. Fonte, S. D. Shibulal, CEO, Infosys, with the Lord Mayor and Minister Arlene Foster, at the 2013 Horasis Global India Business Meeting [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

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