30 gennaio 2019

Al-Sarraj: ottocentomila migranti irregolari in Libia

Fayez al-Sarraj, a capo del governo libico di Tripoli, in una conferenza stampa tenuta lunedì 28 gennaio, insieme al presidente dell’Austria, Alexander Van der Bellen, a Vienna, ha dichiarato che in Libia, alla fine di gennaio 2019, sono presenti circa ottocentomila migranti irregolari e soltanto ventimila si trovano all’interno di centri di detenzione gestiti dal governo. Questa situazione grava sull’instabilità politica della Libia; al-Sarraj ha sottolineato la necessità di ottenere un sostegno concreto da parte dell’Unione Europea e di risolvere le cause umanitarie e sociali che sono alla base della spinta a lasciare la propria terra d’origine. Al-Sarraj ha riconosciuto le difficoltà interne della Libia e sostenuto che il suo governo sta lavorando perché si possano tenere elezioni libere e democratiche; un obiettivo che sembra però ancora lontano in un Paese lacerato, con due governi, quello di al-Sarraj a Tripoli, supportato dall’ONU e dall’Italia e quello di Tobruch, appoggiato da Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. In questo contesto di incertezza di potere la situazione dei migranti in Libia diventa sempre più preoccupante, affidata a trafficanti senza scrupoli che approfittano della mancanza di un’autorità forte per alimentare un vero e proprio commercio di esseri umani. Il rapporto UNHCR Viaggi disperati relativo al 2018 denuncia che l’85% di chi parte dalla Libia viene intercettato dalla guardia costiera e riportato in Libia, dove viene tenuto in campi di detenzione in condizioni disumane, spesso subendo torture, una situazione che si è aggravata da quando si sta attuando la politica della chiusura dei porti da parte dell’Italia.

 

Crediti immagine: Irish Defence Forces [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

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