11 novembre 2019

Attentato in Iraq contro militari italiani: cinque feriti

Domenica 10 novembre, in mattinata, un team misto di forze speciali italiane in Iraq è stato vittima di un attentato nei pressi di Kirkuk, nel Nord dell’Iraq. Cinque soldati, Marco Pisani, Paolo Piseddu, Andrea Quarto, Emanuele Valenza, Michele Tedesco, sono rimasti feriti in modo grave a causa dell’esplosione di un ordigno rudimentale; ricoverati in un ospedale militare a Baghdad, non sono in pericolo di vita. Tre sono incursori della Marina militare e appartengono al GOI (Gruppo Operativo Incursori COMSUBIN, il Comando Subacquei ed Incursori), mentre gli altri due fanno parte del 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin. Al ferito più grave, un sottufficiale dell’esercito, è stata amputata una gamba. Il team, parte della Task force 44, stava svolgendo attività di addestramento (mentoring and training) in supporto alle forze irachene impegnate nella lotta all’Isis e in generale al fondamentalismo islamico; al momento dell’esplosione, i militari italiani stavano rientrando nella base di appoggio e procedevano in parte a piedi in parte su mezzi blindati. Le forze militari italiane in Iraq sono impegnate nella missione Prima Parthica/Inherent Resolve, l’operazione della coalizione multinazionale contro lo Stato islamico in Siria e in Iraq cui partecipano settantanove Paesi e cinque organizzazioni internazionali. Il contributo italiano alla missione, iniziata il 14 ottobre 2014, prevede un impiego di 1.100 militari, 305 mezzi terresti e 12 aerei. La missione consiste in primo luogo nell’addestramento delle forze di sicurezza curde ed irachene, nell’utilizzo di droni per la ricognizione aerea e in attività di rifornimento in volo di carburante per gli aerei della coalizione. L’opinione pubblica italiana è particolarmente colpita anche perché l’attacco ai militari riapre una dolorosa ferita: avviene infatti a due giorni dall’anniversario della strage di Nassiriya in cui morirono in Iraq, il 12 novembre 2003, 28 persone, tra cui 19 italiani, carabinieri, soldati e civili. L’Iraq è attraversato in questo momento da un forte movimento di protesta che, innescato dalle difficili condizioni di vita, sta assumendo sempre più un carattere politico, contro il governo e la modalità di funzionamento della politica irachena.

 
Immagine: Kirkuk, Iraq (17 luglio 2009). Crediti: Kurd Photo & Photograph © Jan M. Sefti [Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)], attraverso www.flickr.com

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