15 aprile 2019

Continua la battaglia di Tripoli

Mentre continua la battaglia di Tripoli fra l’Esercito nazionale libico (LNA) di Khalifa Haftar e le milizie legate al Governo di accordo nazionale (GNA) guidato da Fayez al-Sarraj che difendono la città, la diplomazia è al lavoro per arrivare a una tregua e in prospettiva a una soluzione politica. Le difficoltà sono molte e sono in pochi a prevedere che la crisi si risolva rapidamente con la prevalenza di uno dei due contendenti o con un accordo. L’avanzata di Haftar non è una marcia trionfale, ci sono state perdite di uomini e di materiali, ritirate, incertezze; nonostante molti osservatori ritengano l’Esercito nazionale libico in condizioni di superiorità per uomini e mezzi rispetto agli avversari, conquistare Tripoli (ammesso che sia questo il vero scopo dell’iniziativa) non è affatto facile. I combattenti legati al governo di al-Sarraj rifiutano di accettare una tregua fino a che le milizie di Haftar non saranno ritornate alle loro basi originarie; si continua a combattere dunque con gravi conseguenze per i civili. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (OCHA) gli sfollati dall’inizio degli scontri armati sono già 16.000. Ci sono stati 121 morti e 561 feriti; una parte delle vittime sono civili, anche bambini. La condanna dell’iniziativa di Khalifa Haftar da parte della comunità internazionale non è compatta; del resto molti Paesi come la Francia, la Russia, l’Egitto e l’Arabia Saudita vedono in lui un baluardo contro il fondamentalismo estremo e un punto di riferimento indispensabile per la riunificazione del Paese. In questo senso vanno l’intervento francese che ha bloccato una mozione dell’Unione Europea di netta condanna di Haftar e la posizione russa in seno all’ONU. Haftar si è recato inoltre in Egitto domenica 14 aprile, ricevendo un generico ma utilissimo sostegno “nella sua lotta contro il terrorismo”. L’Italia, che rimane legata al sostegno verso al-Sarraj, potrebbe vedere minacciati i suoi interessi in Libia e attiva i suoi canali: lunedì 15 nel pomeriggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi incontrano il vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar Bin Abdulrahman al-Thani per discutere la situazione libica; nella stessa giornata è previsto un confronto con Ahmed Maitig, importante esponente del Consiglio presidenziale di al-Sarraj. In una situazione in continua evoluzione, appare però chiaro che una pacificazione e unificazione della Libia sono ancora lontane mentre si aggrava la situazione della popolazione civile, con probabili ricadute sui flussi migratori e in generale sulla stabilità di tutta l’area.

 

Immagine. Foto di sinistra: Khalifa Haftar (25 aprile 2011). Crediti: Magharebia. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0), attraverso www.flickr.com. Foto di destra: Fayez al-Sarraj (3 novembre 2016). Crediti: U.S. Department of State from United States [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso commons.wikimedia.org

 


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