8 febbraio 2019

Crisi nei rapporti Italia-Francia

La Francia ha richiamato l’ambasciatore a Roma Christian Masset, un atto forte e carico di significati anche simbolici ‒ se si pensa che l’ultima volta che è accaduto qualcosa del genere è stato nel 1940, quando l’Italia entrò in guerra con il Paese d’Oltralpe ‒ e che dà la misura della gravità della crisi. Il provvedimento è stato preso al culmine di una escalation della tensione che ha caratterizzato gli ultimi mesi; la Francia, nello spiegare le motivazioni della propria decisione, in una nota del ministero degli Esteri parla di «attacchi senza precedenti del governo italiano», di mancanza del rispetto reciprocamente dovuto tra governi democraticamente e liberamente eletti, di ingerenze che si configurano come provocazioni inaccettabili, di strumentalizzazioni a fini elettorali. A far scattare la reazione l’incontro avuto dal ministro Luigi Di Maio con alcuni rappresentati del movimento dei gilet gialli, un episodio che giunge però dopo diversi momenti di forte attrito a livello istituzionale e di scontro aperto attraverso dichiarazioni sui social rispetto alla questione dei migranti al confine presso Bardonecchia e Claviere, alla TAV e all’accoglienza da parte della Francia di espatriati per motivi politici; particolarmente sgradite alla Francia anche le considerazioni sul franco CFA e sull’atteggiamento verso le ex colonie. Di Maio da parte sua ha rivendicato il suo diritto di incontrare forze politiche che agiscono sul territorio francese nel suo ruolo di leader del Movimento 5 stelle, ma ha anche mostrato di non voler esasperare i toni, ribadendo l’amicizia tra i due popoli, mentre dal presidente Mattarella giunge l’invito a «ristabilire immediatamente un clima di fiducia» e a «preservare i rapporti di amicizia e collaborazione con la Francia» nei «reciproci interessi nazionali».

 

Crediti immagine: Frederic Legrand - COMEO / Shutterstock.com

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