11 gennaio 2019

Difficili trattative tra Russia e Giappone per definire il trattato di pace

Una guerra durata solo ventidue giorni e un trattato di pace che aspetta da più di settanta anni: la controversia tra Giappone e Russia che sembrava sul punto di risolversi nel corso del 2018 sta incontrando nuovi ostacoli e rischia di arenarsi. La guerra combattuta nell’agosto 1945 tra l’esercito sovietico e quello giapponese provocò più di trentamila morti quando la fine delle ostilità sembrava imminente e fu in un certo senso l’anticipazione della politica con altri mezzi: lo scontro si consumò pensando agli equilibri geopolitici postbellici, dentro un esito militare già scontato. Le operazioni si svolsero principalmente in Manciuria, ma l’Armata rossa occupò anche una piccola porzione di territorio giapponese, le Isole Curili. La restituzione delle isole Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai, appartenenti all’arcipelago, rivendicata dal Giappone, ha impedito per lunghi decenni la firma di un trattato di pace tra i due Paesi. Negli ultimi anni, le due nazioni hanno dimostrato entrambe interesse a risolvere la questione e a migliorare le relazioni reciproche. Il 1° dicembre del 2018 si è tenuto un incontro tra Shinzo Abe e Vladimir Putin, in occasione del vertice G20 di Buenos Aires, e i due leader hanno concordato di accelerare il processo negoziale per la stipulazione di un trattato di pace, stabilendo un successivo incontro per la fine di gennaio, in Russia. Sul tavolo delle trattative la possibilità di restituire al Giappone due delle quattro isole contestate. La questione non è però soltanto simbolica; per la Russia solleva anche preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale, legate al possibile accesso di imbarcazioni militari di Paesi alleati del Giappone, in particolare gli Stati Uniti, nel Mare di Ochotsk. L’opinione pubblica russa è fortemente contraria alla restituzione e solidarizza con le aspettative delle popolazioni che si sono istallate nell’area, dove peraltro sono presenti importanti insediamenti militari. Il 9 gennaio è stato presentato al Parlamento russo un progetto di legge, sostenuto anche da deputati putiniani di Russia Unita, che rivendica l’appartenenza delle Isole Curili in forma definitiva alla Russia, ponendo una sorta di veto alla restituzione delle isole contese al Giappone. Secondo alcuni osservatori Putin stesso troverebbe nell’iniziativa parlamentare un pretesto per fare marcia indietro: l’accordo con il Giappone potrebbe essere prezioso anche su un piano economico, ma i timori per la sicurezza e la paura di perdere consensi da parte della sua base nazionalista potrebbero suggerire un ennesimo stop alle trattative. L’attuale clima di tensione internazionale che rimanda in qualche modo alla guerra fredda fa apparire paradossalmente prematuro lo scioglimento della questione del trattato di pace.

 

Crediti immagine: NASA (eol.jsc.nasa.gov)

0