15 ottobre 2019

Dure condanne per i leader separatisti catalani in carcere

Condanne a lunghe pene detentive sono state comminate lunedì 14 ottobre dalla Corte suprema spagnola nei confronti dei leader separatisti della Catalogna. La condanna più pesante per Oriol Junqueras; l’ex vicepresidente della Generalitat de Catalunya e leader di Esquerra Republicana è stato condannato a 13 anni di reclusione per i reati di sedizione e malversazione. Per gli stessi reati, 12 anni agli ex ministri Dolors Bassa, Jordi Turull e Raül Romeva. Condannata per sedizione a 11 anni e 6 mesi Carme Forcadell, ex presidente del Parlamento catalano; per lo stesso reato sono stati comminati 10 anni e 6 mesi a Joaquim Forn e a Joseph Rull, anche loro membri del governo catalano di Carles Puigdemont, e 9 anni a Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, leader della società civile. Per disobbedienza sono stati invece condannati a 1 anno e 8 mesi Santi Vila, Meritxell Borràs e Carles Mundó. In totale, più di 100 anni di carcere nonostante sia stata esclusa l’accusa, più grave, di ribellione, che prevedeva pene più severe. Il leader catalano Carles Puigdemont, dal suo esilio volontario in Belgio, ha parlato di «barbarie» e ha esortato la popolazione catalana alla resistenza e alla mobilitazione, con modalità non violente.

Immediate e ampie le reazioni a Barcellona e in tutta la Catalogna; l’epicentro delle prime manifestazioni è stato l’aeroporto El Prat di Barcellona, raggiunto a piedi da migliaia di manifestanti con una marcia di 16 km, perché per motivi di ordine pubblico erano stati sospesi i trasporti pubblici. Nel corso della manifestazione, convocata da Tsunami Democràtic, molti voli cancellati, cariche della polizia, tafferugli. La mobilitazione continuerà nei prossimi giorni e si concluderà con una grande manifestazione di massa, prevista per venerdì 18 ottobre. Alle proteste si è unita anche la squadra di calcio FC Barcelona, con un comunicato dal titolo esplicito: «La prigione non è una soluzione». Il Parlamento catalano è stato convocato per una riunione straordinaria; gli indipendentisti vogliono proporre una mozione di solidarietà con «i prigionieri politici». Il clima è di nuovo molto teso in Catalogna e la maggior parte degli osservatori auspica che scenda in campo la politica per trovare una soluzione al conflitto, che non può essere rimandata soltanto ai tribunali. La possibilità di un indulto o comunque di un intervento politico per sbloccare la detenzione dei leader catalani è un’ipotesi che si affaccia sempre più nel dibattito pubblico, anche se dal governo spagnolo arrivano prese di posizione contrarie. Il 10 novembre sono previste nuove elezioni generali in Spagna, le quarte in 4 anni; ancora una volta il tema del separatismo e della crisi catalana sarà al centro dell’attenzione.

 

Immagine: Oriol Junqueras (19 giugno 2017). Crediti: Press Cambrabcn [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

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