27 maggio 2019

La Lega di Salvini primo partito. Nella UE sono i popolari il primo partito

I risultati delle elezioni europee indicano un cambiamento dello scenario complessivo in Italia e a livello continentale. La vittoria della Lega è netta, con consensi (34,3%) quasi raddoppiati rispetto alle politiche del 2018 (17,4%). L’altra forza di governo, il Movimento 5 stelle, registra invece un netto calo, attestandosi intorno al 17%; al secondo posto si colloca il Partito democratico con il 22% circa, in crescita rispetto alle politiche, anche se lontano dall’eccezionale risultato delle Europee del 2014. Il quadro è completato dal declino di Forza Italia, ai suoi minimi storici (8,8%) e dalla significativa avanzata di Fratelli d’Italia, che si assesta al 6,5%. Non riescono a superare lo sbarramento del 4% invece + Europa, Europa Verde e La Sinistra. Pur essendo elezioni indirizzate a scegliere la rappresentanza italiana all’interno del Parlamento europeo, molti osservatori non escludono una ricaduta sugli equilibri politici nazionali e sul governo presieduto da Giuseppe Conte.

La tornata elettorale europea registra invece un arretramento dei due raggruppamenti principali (Partito popolare e Socialisti e democratici) che perdono entrambi una quarantina di seggi e la possibilità di costituire da soli una maggioranza. Rimangono comunque nettamente i due gruppi più numerosi (179 seggi i popolari e 150 i socialisti). Secondo molti commentatori è probabile che tenteranno di arrivare a un accordo con i liberali di ALDE (Alliance of Liberals and Democrats for Europe), che con il contributo di En Marche! raggiungono i 107 deputati, e con i Verdi, in netta crescita, che dovrebbero raccoglierne 70. Il raggruppamento cosiddetto sovranista (l’Europa delle nazioni e della libertà) ottiene due grandi vittorie in Italia con la Lega e in Francia con Rassemblement National, ma non dovrebbe superare complessivamente i 60 seggi; analogo risultato quello ottenuto dai Conservatori e riformisti, a cui aderisce anche Fratelli d’Italia. Da segnalare che i deputati di Orbán, uscito trionfatore in Ungheria, vengono conteggiati dentro il gruppo dei Popolari, a cui appartiene, ma il suo Fidesz è ritenuto da molti osservatori più vicino a Matteo Salvini e a Marine Le Pen che ad Angela Merkel.

Un vero terremoto elettorale ha travolto invece gli equilibri nel Regno Unito, dove si assiste al trionfo del Brexit Party di Nigel Farage e al crollo di conservatori e laburisti.

 

Crediti immagine: Bankenverband - Bundesverband deutscher… Foto: Wiktor Dabkowski / action press [CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Public Domain Dedication], attraverso www.flickr.com

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