21 marzo 2019

Il partito di Viktor Orbán sospeso dal PPE

Il Partito popolare europeo (PPE) ha deciso di sospendere con effetto immediato, e di non espellere per il momento, Fidesz, il partito di Viktor Orbán, con un voto a larghissima maggioranza (109 favorevoli e 3 contrari). Si tratta di una “sospensione concordata” con il diretto interessato e non è stato specificato per quanto tempo, ma alcune fonti parlano di un periodo di tre-sei mesi; tre probiviri monitoreranno l’operato di Fidesz, e ne faranno relazione alla presidenza del PPE, che valuterà poi se ci siano le condizioni per la riammissione. Nei rapporti tra Orbán e il PPE si è verificato un crescendo di tensioni negli ultimi tempi, esacerbato dai provvedimenti contro i migranti e dalle dichiarazioni a favore di una “democrazia illiberale”, ma la situazione è precipitata quando è stata lanciata una campagna anti-UE che ha preso di mira Jean-Claude Juncker (anch’egli esponente del PPE) e coinvolto Georges Soros, e che ha assunto anche connotazioni antisemite. La sospensione è stata valutata con favore da molti membri del PPE come un segnale decisivo che ha messo in chiaro l’incompatibilità di certe posizioni con il PPE, ed è stata considerata da alcuni come un primo passo verso la successiva espulsione, dato che Orbán probabilmente non rispetterà le richieste della presidenza. Ma al di fuori del partito molti osservatori considerano il provvedimento un mero espediente per prendere tempo e aggirare la cruciale scadenza delle elezioni europee.

 

Immagine: Viktor Orbán (18 ottobre 2012). Crediti: European People's Party. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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