21 ottobre 2019

In Cile lo stato di emergenza evoca i fantasmi del passato

In Cile è stato dichiarato lo stato di emergenza nella provincia di Santiago e in quella di Concepción, in seguito ai disordini innescati dalle proteste contro il carovita. In conseguenza di scontri, incendi e saccheggi ci sono state almeno dieci vittime. Tre persone sono morte a causa di un incendio in un supermercato nel comune di San Bernardo e cinque nel rogo di una fabbrica di abbigliamento a Renca. Altre due vittime del fuoco durante il saccheggio ad un grande magazzino di materiali per l’edilizia e il bricolage. Dopo che il presidente cileno, Sebastián Piñera, ha dichiarato lo stato d’emergenza sabato 19 ottobre, il generale Javier Iturriaga del Campo, incaricato della sicurezza a Santiago, ha imposto il coprifuoco dalle 22 alle 7 del mattino. L’esercito collaborerà con la polizia nel pattugliare le strade per un periodo di quindici giorni, durante i quali saranno limitate la libertà di movimento e di riunione. I carri armati per le strade di Santiago evocano in Cile e nel mondo lo spettro del colpo di Stato del 1973, quando il generale Pinochet prese il potere in modo violento imponendo una dittatura sanguinaria. Le misure adottate non hanno bloccato per ora le proteste. Il presidente Piñera, che ha impresso una forte impronta liberista alla sua azione di governo, ha intanto annunciato la sospensione dell’aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana, che aveva innescato la rivolta nella capitale, prima degli studenti e poi di gran parte della popolazione. Il prezzo del biglietto era già aumentato molte volte, passando da 420 pesos (0,59 dollari) al momento dell’inaugurazione del nuovo sistema di metropolitana nel 2007 agli attuali 830 pesos (1,17 dollari) previsti con l’ultimo aumento. Dietro la protesta per il costo dei trasporti c’è un disagio molto più vasto, dovuto alle grandi differenze sociali e alle difficoltà della parte povera della popolazione ad arrivare alla fine del mese. Il costo della vita a Santiago è molto alto e ha innescato una serie di rivendicazioni ad ampio raggio, dalle tutele per la sicurezza sui posti di lavoro, alla pressione fiscale, al sistema pensionistico. Un’ondata di malcontento che sarà difficile fermare soltanto con provvedimenti di ordine pubblico.

 

Immagine: Sebastián Piñera (3 marzo 2014).  Crediti: Cecilia Pérez Jara, ex Ministra SEGEGOB [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso www.flickr.com

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