18 settembre 2019

Incertezza in Israele dopo il voto

Il quadro politico che presenta Israele dopo il voto del 17 settembre è estremamente frammentario e complesso: a scrutinio quasi ultimato è difficile definire un vincitore e comprendere chi assumerà la guida del Paese, evitando un ulteriore ricorso alle urne. Rispettando le previsioni, le due liste principali hanno ottenuto risultati molto simili: secondo risultati quasi definitivi, ma ufficiosi, il Likud di Benjamin Netanyahu si attesta intorno al 28% risultando il primo partito, ma il suo vantaggio sulla lista Blu e Bianco che raggiunge il 26% è molto ridotto e potrebbe ulteriormente diminuire con i risultati definitivi. In ogni caso i due schieramenti principali dovrebbero ottenere lo stesso numero di seggi, 32, e saranno costretti a costruire alleanze non facili nel frammentario quadro politico israeliano, che anche in conseguenza del sistema elettorale proporzionale è popolato di numerosi piccoli partiti che spesso sono risultati decisivi in passato nella formazione dei governi. Entrambi gli schieramenti, destra e centrosinistra, non sembrano in grado di raggiungere la maggioranza nel Parlamento, composto da 120 deputati. Un buon risultato ha ottenuto la lista araba unitaria, che, nata da una coalizione di quattro partiti, ha ottenuto 12 seggi; Netanyahu ha attaccato con durezza e allarme l’ipotesi che possa partecipare a una coalizione di governo. Potrebbe risultare determinante a questo punto con i suoi 9 seggi, Yisrael Beiteinu, partito nazionalista di destra, ma laico con un forte consenso tra i cittadini provenienti dalla Russia e dall’Europa orientale. Il leader Avigdor Lieberman ha proposto sulla base degli esiti del voto un governo di unità nazionale allargato con la partecipazione di Yisrael Beiteinu, Blu e Bianco e Likud. Si tratta di un percorso non facile, ma è una delle poche soluzioni a godere di una maggioranza solida nel nuovo Parlamento.

 

Immagine: Avigdor Lieberman (15 ottobre 2013). Crediti: Jonathan Klinger [Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)], attraverso www.flickr.com

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