12 dicembre 2019

La paralisi dell’Organizzazione mondiale del commercio

Dall’11 dicembre sono in pratica sospese le più importanti funzioni dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO, World Trade Organization), fondata nel 1995 per regolamentare e supervisionare gli accordi commerciali tra i 164 Stati membri. La responsabilità è diffusamente attribuita al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha bloccato per mesi la nomina di quattro nuovi membri della Corte d’appello, sfruttando la norma che prevede il diritto di veto per la scelta dei giudici da parte di ogni Stato membro. In questo modo si è creato uno stallo e per mesi la Corte che decide le controversie tra i diversi Stati è stata composta da solo tre giudici (il numero minimo per garantirne il funzionamento) invece dei sette previsti. Alle 23.59 del 10 dicembre per due componenti della Corte è scaduto il mandato; rimanendo in carica un solo giudice, la Corte non può più pronunciarsi. In assenza di freni e di regole condivise, le economie più forti, specie se orientate a garantire le proprie risorse attraverso politiche protezioniste, potranno utilizzare dazi e altre misure aggressive senza incorrere in sanzioni e misure riparatorie, come quelle che sono state applicate in seguito alla controversia tra la Boeing e l’Airbus. Trump è sempre stato critico verso le strutture sovranazionali e multilaterali e il WTO in particolare, sostenendo che gli USA avevano subito decisioni penalizzanti e ingiuste. In realtà i giudici hanno dato ragione agli Stati Uniti rispetto nel 90% dei ricorsi presentati. Con la paralisi del WTO è probabile che un’ondata di disordine pervada il mercato mondiale; insomma c’è il forte rischio che si produca una deregolamentazione generatrice di nuove guerre commerciali. Il portavoce del WTO Keith Rockwell sta pensando di favorire soluzioni provvisorie con strumenti esterni a cui affidare incarichi ad interim, ma ribadisce che si deve trovare una nuova stabilità che nasca da una soluzione politica.

 

Crediti immagine: Photo: WTO/Jay Louvion [Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)], attraverso www.flickr.com

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