4 luglio 2019

Libia, colpito da un bombardamento un centro per migranti

In Libia, a causa di un bombardamento aereo che ha colpito un centro di detenzione per migranti a Tagiura, a est di Tripoli, sono morte 44 persone e altre 130 sono rimaste ferite. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e potrebbe crescere nelle giornate successive all’attacco; alcune fonti parlano già di numeri più alti. Si è trattato di due bombardamenti a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, avvenuti nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 luglio. Le vittime sono per lo più migranti provenienti da Sudan, Eritrea e Somalia. Il governo di Tripoli accusa l’Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar, ricordando come lunedì 1° luglio era stato annunciato l’intensificarsi dei bombardamenti come alternativa alla lentezza delle operazioni sul terreno. L’Esercito nazionale libico nega però ogni responsabilità e punta l’indice proprio contro i suoi nemici, anche se in alcune dichiarazioni l’accusa rivolta verso le milizie fedeli al presidente al-Sarraj è quella di utilizzare i migranti come scudi umani, il che potrebbe presupporre il riconoscimento di una parziale responsabilità nel bombardamento. Dura condanna dell’accaduto da parte del Rappresentante speciale dell’ONU per la Libia, Ghassan Salamé. «Questo bombardamento costituisce chiaramente un crimine di guerra», ha dichiarato Salamé in una nota, invitando al tempo stesso la comunità internazionale a censurare senza scusanti il massacro e a colpire con sanzioni i responsabili. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU si riunisce giovedì 4 luglio a porte chiuse, per valutare la situazione libica e cercare di comprendere le responsabilità di questa strage perpetrata su civili indifesi. 

 

Immagine: Migranti lavoratori al confine tra Egitto e Libia (25 aprile 2011). Crediti: EU Civil Protection and Humanitarian…[Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)], attraverso www.flickr.com

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