18 giugno 2019

Morto Mohammed Morsi, ex presidente egiziano, colpito da infarto durante il processo

Mohammed Morsi, presidente dell’Egitto dal giugno 2012 al luglio 2013, è morto, probabilmente a causa di un infarto, nel pomeriggio di lunedì 17 giugno, subito dopo aver partecipato a un’udienza del processo in cui era accusato di spionaggio. Morsi ha chiesto la parola, ma durante una pausa del suo intervento ha iniziato a sentirsi male: secondo quanto comunicato dalle autorità egiziane, è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove i medici però hanno potuto soltanto riscontrare l’avvenuto decesso. Le condizioni di salute di Morsi non erano buone e nel corso della detenzione, che durava da sei anni, secondo diverse organizzazioni umanitarie internazionali non aveva potuto curarsi adeguatamente. L’isolamento in cui Morsi ha affrontato la sua detenzione era molto rigido, con limitazioni che rendevano rari i contatti anche con i suoi stessi familiari. I Fratelli musulmani hanno parlato di morte annunciata e di omicidio e invitato i loro sostenitori a manifestare in Egitto davanti alle ambasciate di tutti i Paesi. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, lo ha definito un «martire». I prossimi giorni potrebbero vedere un riacutizzarsi delle tensioni interne all’Egitto, dove il presidente Abd al-Fattah al-Sisi governa con pugno di ferro senza però venire a capo dell’insorgenza del fondamentalismo armato e di diverse forme di dissenso e di disobbedienza civile.

Mohammed Morsi, esponente della Fratellanza musulmana e dirigente del Partito Libertà e Giustizia che ne era il braccio politico, era stato eletto presidente dell’Egitto in seguito a libere elezioni nel giugno del 2012. Nel ballottaggio che lo opponeva a Shafiq, ex collaboratore del deposto presidente Mubarak, aveva ottenuto il 51,73% dei voti contro il 48,27% del suo avversario. Schiacciato dalla profonda crisi economica che aveva investito l’Egitto e accusato di aver impresso una svolta autoritaria e soprattutto ispirata all’integralismo islamico, Morsi era stato duramente contestato nel corso di imponenti manifestazioni di massa e alla fine deposto e arrestato dopo un colpo di Stato diretto dall’attuale presidente al-Sisi nel luglio del 2013. Da allora aveva subito diversi processi e accumulato condanne, in un contesto però privo di effettive garanzie di regolarità e di trasparenza.

 

Immagine: Mohammed Morsi (28 ottobre 2016). Crediti: Guillaume Louyot Onickz Artworks / Shutterstock.com

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