31 gennaio 2019

No della UE a una rinegoziazione dell’accordo sulla Brexit

L’Unione Europea non apre la porta a nuove trattative sulla Brexit e si ritorna ancora una volta a una situazione di impasse. La premier Theresa May ha ottenuto dalla Camera dei Comuni un voto favorevole alla rinegoziazione con l’Unione Europea sulle condizioni per la Brexit: una situazione per certi versi paradossale in quanto il Parlamento l’ha in pratica autorizzata a cercare di ottenere concessioni dalla UE e a riaprire i termini di un accordo al quale May era giunta dopo mesi di trattative e per il quale lei stessa aveva chiesto il sostegno del Parlamento solo pochi giorni fa. Da parte dell’Unione Europea la chiusura è stata però compatta: il capo negoziatore della UE Michel Barnier ha ribadito che l’accordo non si tocca, mentre il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha confermato che è «il solo e il migliore possibile», sottolineando che la Camera dei Comuni ha ribadito più volte le cose a cui è contraria ma non ha ancora detto a cosa sia favorevole. Nodo cruciale della questione rimane il meccanismo del backstop rispetto al confine irlandese, per il quale May aveva promesso al Parlamento di ottenere garanzie più vincolanti. Le modalità del mantenimento di una frontiera non rigida tra Irlanda e Irlanda del Nord ‒ condizione irrinunciabile dell’accordo del Venerdì santo del 1998 che pose fine a lunghi anni di violenze e scontri ‒ non sono state infatti definite nel dettaglio; l’accordo prevede la creazione di un “territorio doganale unico”, un regime da applicare almeno fino al 1° luglio 2020, data entro la quale si saranno definite condizioni più precise. Nel caso tuttavia non si giungesse in tempo utile a concordare un diverso regime il governo britannico vuole certezze sul fatto che non venga minacciata l’unità territoriale del Regno Unito ipotizzando da parte dell’UE condizioni diverse per l’Irlanda del Nord, e vorrebbe che tutto il territorio britannico rimanesse nel mercato unico, posizione contestata dalla UE.

 

Crediti immagine: Number 10. Public Domain Mark 1.0, attraverso www.flickr.com

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