19 novembre 2019

Proteste dei richiedenti asilo in Sudafrica

Una manifestazione di rifugiati e di cittadini stranieri davanti all’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) a Pretoria, in Sudafrica, è degenerata, domenica 17 novembre, in scontri e in arresti. Le persone che sono state fermate, circa duecento, facevano parte di un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo che si erano accampati sul marciapiede all’esterno dell’edificio dell’UNHCR dall’inizio di ottobre. I promotori della protesta chiedevano protezione a fronte dei diffusi attacchi xenofobi degli ultimi mesi. La tensione è in aumento in Sudafrica e questi episodi non sono isolati. Una forte esplosione di violenza xenofoba, rivolta in particolare contro cittadini nigeriani, si è registrata tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, in seguito al ripetersi di episodi di criminalità che l’opinione pubblica attribuiva agli stranieri. Nei disordini che sono seguiti, sono state uccise dodici persone, la maggior parte delle quali di nazionalità nigeriana, in un crescendo di saccheggi, violenze, arresti. In questo contesto è nato un sit-in permanente davanti alla sede dell’UNHCR, che si è protratto per settimane. L’intervento della polizia, che si è concluso con disordini e polemiche, è stato sollecitato dalle proteste dei residenti. L’episodio di domenica è soltanto un termometro di un disagio più grande provocato dalla povertà e dalla disoccupazione, che si traducono in ostilità verso i settori più fragili e gli stranieri in generale. Amnesty International ha formulato nel novembre di quest’anno un rapporto sulle difficoltà e le contraddizioni del sistema di riconoscimento dello status di rifugiati, apparentemente accogliente, ma nella realtà effettiva poco funzionante, con un tasso di rifiuto molto elevato.

 

Immagine: Manifestazione contro la xenofobia in Jeppe street, Johannesburg, Sudafrica (23 April 2015). Crediti: Dyltong [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso commons.wikimedia.org

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