30 gennaio 2019

Riprendono le trattative sul commercio tra Cina e Stati Uniti

Le delegazioni di Cina e Stati Uniti si incontrano a Washington per tentare di arrivare a un accordo che interrompa lo scontro commerciale. Il vicepremier cinese Liu He è arrivato a Washington lunedì 28 gennaio per partecipare a una serie di incontri preliminari che potrebbero essere importanti per sviluppare il dialogo su basi costruttive. Il 30 e il 31 gennaio si svolge il negoziato vero e proprio con la delegazione USA guidata dal segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, e dal rappresentante per le Politiche commerciali Robert Lightizer. Il tempo a disposizione non è molto rispetto alla complessità dei nodi da sciogliere e, nonostante l’ottimismo esibito da Donald Trump, molti osservatori ritengono difficile un successo pieno del vertice. Le due questioni più ingombranti sono il deficit commerciale USA e la questione delle tecnologie e del furto dei brevetti. La Cina è pronta a fare concessioni sul fronte del deficit commerciale operando sui dazi e impegnandosi ad acquistare maggiori quantità di grano e di soia statunitensi. Ma l’interesse principale di Washington è sull’economia del futuro e riguarda i settori a tecnologia avanzata, che con il piano Made in China 2025 Pechino intende fortemente sviluppare. Gli Stati Uniti lamentano un mancato rispetto della proprietà intellettuale e il furto delle tecnologie a danno delle aziende americane e chiedono modifiche strutturali ad alcuni aspetti dell’economia cinese, con il ridimensionamento del ruolo delle sue aziende pubbliche e la cancellazione dei sussidi e delle politiche che avvantaggiano le aziende cinesi sul mercato mondiale. Si tratta di concessioni che difficilmente Pechino vuole e può accordare, anche perché dovrebbero mettere in discussione proprio il piano Made in China 2025 che rappresenta una linea di sviluppo strategico. La tregua stabilita il 1° dicembre scorso dal presidente americano Donald Trump e da quello cinese Xi Jinping scadrà il 1° marzo. Il dialogo prosegue ma il tempo è poco e le incomprensioni sono molte; inoltre pesa su tutto il contenzioso il caso Huawei, la compagnia cinese messa sotto accusa anche per tentato furto di informazioni.

 

Crediti immagine: U.S. Department of Agriculture. Dominio pubblico, attraverso www.flickr.com

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