3 maggio 2019

Salvini in Ungheria in vista delle elezioni europee

Il leader della Lega Matteo Salvini si è recato il 2 maggio in Ungheria e al suo arrivo è stato subito condotto a Röszke, a visitare il sistema di barriere che delimita la frontiera con la Serbia dove lo ha accolto il premier ungherese Viktor Orbán: una scelta non casuale, a rimarcare uno dei temi sui quali vi è grande consonanza tra i due esponenti politici, la linea dura sull’immigrazione come strategia per difendere l’identità culturale dell’Europa. Il vicepremier italiano ha incontrato poi il ministro degli Interni ungherese Sándor Pintér, prima di ulteriori colloqui con Orbán. L’incontro si inserisce nell’ambito delle azioni intraprese in vista del voto europeo e per la tessitura di nuove alleanze per il gruppo parlamentare europeo ENF (Europe of Nations and Freedom), di cui la Lega fa parte insieme al Rassemblement national francese e che guarda ad Orbán nella prospettiva di un possibile avvicinamento ai popolari europei. Orbán d’altra parte si trova in una posizione particolare nell’ambito dei Popolari europei, in quanto il suo partito Fidesz è stato temporaneamente sospeso per via della campagna anti-Unione Europea e degli attacchi contro il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e contro George Soros, e la sua permanenza all’interno del gruppo non è scontata; il leader ungherese auspica infatti che il PPE dialoghi con le destre e si allontani dai partiti della sinistra che hanno voluto “il male dei popoli europei”, una prospettiva decisamente lontana dalle posizioni di Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della CDU tedesca, ovvero del partito più importante nel Gruppo popolare europeo. La partita è dunque ancora tutta da giocare e potrà essere definita solo alla luce degli equilibri che verranno delineati dal voto del 26 maggio.

 

Immagine: Matteo Salvini (1 aprile 2019). Crediti: Marco Aprile / Shutterstock.com

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